lunedì, Marzo 8, 2021

Madrid, vandalizzato il murale sulle donne: vernice nera sui volti

Un murale femminista nel distretto di Madrid Ciudad Lineal è stato distrutto questa notte in coincidenza...
Home Cultura Nel giardino dell’anarchia - Il Sole 24 ORE

Nel giardino dell’anarchia – Il Sole 24 ORE

Organismi opportunisti

Le piante sono organismi opportunisti, hanno una scala temporale diversa dalla nostra che li guida anche nella loro propensione alla vita comunitaria. Inoltre hanno un bisogno innato di viaggiare per sopravvivere, metodi di comunicazione da fantascienza, un corpo policentrico, un cervello diffuso difficile da immaginare per noi animali umani. Piuttosto che chiederci come pensano, possiamo tentare di decifrare cosa pensano. La sfida alla nostra portata, per ora, può essere scoprire il loro obbiettivo nella vita destrutturando la nostra concezione di paesaggio. Qualche anno fa i romanzi e i film di fantascienza hanno iniziato a popolarsi di robot antropomorfi che ci hanno turbato con una nuova visione organica della tecnologia: le macchine erano di carne e ossa come noi. È ora in corso qualcosa di analogo con le piante e la natura in senso lato.

È come se improvvisamente riuscissimo a conoscere le piante oltre la loro declinazione più artificiale del giardino. Individui, non più solo strumenti. Prendiamo ad esempio il caso degli ailanti nati nella chiesa dello Spasimo, alla Kalsa di Palermo. La loro presenza imprevista ha condotto chiunque abbia visitato lo Spasimo oltre l’estetica, la biologia e anche oltre la sicurezza ambientale e la conservazione dei beni architettonici. Io stesso ho amato quegli alberi semplicemente perchè erano un regalo di una natura generosa e donavano grazia. Per via della loro spregiudicatezza erano parte del luogo ma dopo un breve dibattito, sono stati abbattuti per instabilità. Tuttavia concordo con Giuseppe Barbera che in merito cita il vecchio saggio: «fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce».

Che atteggiamento possiamo tenere con la vegetazione spontanea? Prendiamo ad esempio un altro albero, anzi la più temuta pianta invasiva d’Europa : la robinia di Square René Viviani a Parigi. Questo esemplare di Robinia pseudoacacia fu piantato nel 1601 dal botanico francese J. Robin che, dopo averla classificata per primo in Nord America, la importò in Francia. È un albero monumentale piuttosto malconcio, ancora vitale grazie agli sforzi di generazioni di giardinieri che sanno come rendere longevo un esemplare appartenente a una specie che non lo è affatto. Con una circonferenza alla base di oltre tre metri e mezzo, e quindici metri di altezza, questa robinia ha aperto il dibattito sulle specie aliene invasive che, grazie alla loro sfrenata proliferazione hanno minato la biodiversità e le piante autoctone europee. Eppure ha fiori profumati, cresce in fretta, si adatta ad ogni terreno, produce addirittura un legno molto duro adatto a fabbricare mobili per esterno. Saranno solo le spine a metterne in dubbio il diritto di soggiorno dopo oltre quattro secoli di permanenza qui nel vecchio mondo?

La provenienza delle piante è un’informazione che viene spesso utilizzata tendenziosamente per creare allarmismi: trovo assurdo che non abbia la stessa rilevanza nei manuali di giardinaggio, quando invece sarebbe strategica per la loro coltivazione. Sembra che il luogo d’origine delle piante interessi solo per etichettarle come aliene, ma quante sono rischiose al pari di un uomo per l’ambiente? Quante sono capaci di naturalizzarsi e non semplicemente sopravvivere? Guardandomi intorno nel mio giardino di Piuca vedo che le piante che crescono meglio sono quelle che, come me, hanno una vocazione cosmopolita, in questo il mio giardino ed io ci assomigliano molto. Nessuna pianta è interessata alla geografia politica: gli organismi vegetali si spostano di generazione in generazione in cerca di ambienti propizi.

Ailanto

Pigliamo ad esempio un’altra invasiva: l’ailanto che è originario dell’isola indonesiana di Ambòina e che, con la sua vegetazione lussureggiante, è diventato simbolo della natura , come nel celebre quadro Il sogno di Henri Rousseau. L’ailanto, dopo essere stato importato per scopi produttivi, si è diffuso fino ad essere preso come nemico numero uno delle architetture. Eppure è tra le poche piante pioniere che sono in grado di sopravvivere dove è stato fatto di tutto per cancellare la vita spontanea: in città.

Covid Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia Romagna Friuli Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Trentino Alto Adige Umbria Valle d’Aosta Veneto Italia Agrigento Alessandria Ancona Aosta Arezzo Ascoli Piceno Asti Avellino Bari Barletta-Andria-Trani Belluno Benevento Bergamo Biella Bologna Bolzano Brescia Brindisi Cagliari Caltanissetta Campobasso Carbonia-Iglesias Caserta Catania Catanzaro Chieti Como Cosenza Cremona Crotone Cuneo Enna Fermo Ferrara Firenze Foggia Forlì-Cesena Frosinone Genova Gorizia Grosseto Imperia Isernia La Spezia L’Aquila Latina Lecce Lecco Livorno Lodi Lucca Macerata Mantova Massa-Carrara Matera Messina Milano Modena Monza e della Brianza Napoli Novara Nuoro Olbia-Tempio Oristano Padova Palermo Parma Pavia Perugia Pesaro e Urbino Pescara Piacenza Pisa Pistoia Pordenone Potenza Prato Ragusa Ravenna Reggio Calabria Reggio Emilia Rieti Rimini Roma Rovigo Salerno Medio Campidano Sassari Savona Siena Siracusa Sondrio Taranto Teramo Terni Torino Ogliastra Trapani Trento Treviso Trieste Udine Varese Venezia Verbano-Cusio-Ossola Vercelli Verona Vibo Valentia Vicenza Viterbo

YouGoNews