Una forma di protesta o un modo per passare il tempo? Perché non entrambi? A Redecesio, in un quartiere di Segrate, un bar risulta essere affollato, pieno di clienti. Ma in realtà sono soltanto manichini.

Marco Valdemi, titolare del Biba Bar, aveva pensato di aderire all’iniziativa di Io Apro il 15 Gennaio. E alla fine ha aderito, ma “a modo suo”: aprendo il suo locale soltanto per alcuni manichini. Tavoli apparecchiati per gli insoliti ospiti, vestiti di tutto punto, posizionati come figuranti di un’opera teatrale: così Valdemi si è fatto prestare i manichini dal vicino negozio di abbigliamento e ha riempito il locale, facendoli “accomodare” nel suo bar.

Ricorda vagamente l’idea avuta dallo chef Patrick O’Connell nel suo ristorante in Virginia, con la variante che Valdemi ha continuato a usare lo stratagemma dei manichini: 2-3 volte alla settimana gli cambia gli abiti per non annoiarsi e li sposta in punti specifici, nel tentativo di dimostrare che è possibile riaprire in tutta sicurezza. Un modo originale per non essere multato e allo stesso tempo proseguire con questa protesta silenziosa.

“Trentun’anni dietro a un bancone e non ho mai battuto la fiacca o chiesto l’elemosina – spiega il titolare – Per il governo sembra che siano bar e ristoranti i colpevoli dei contagi e allora siamo costretti ormai da mesi, nonostante le spese e le energie per metterci in sicurezza, a lavorare in modo impossibile, con i ricavi dimezzati nel migliore dei casi – continua il titolare del Biba Bar – noi chiediamo solo di poter lavorare, con le dovute precauzioni, anche perché i soldi promessi sono finiti in un fiume di parole e le tasse, le bollette, l’affitto e le spese per mantenere la famiglia non si possono pagare con i soldi del Monopoli…  Voglio solo lavorare perché il lavoro è libertà e dignità ed è sancito dalla Costituzione“.

[ Fonte: Il Giorno ]