lunedì, Marzo 8, 2021

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Vaccini, il governo contro Pfizer: “Azioni legali urgenti”. L’Ema frena: “Ritardi per aumento produzione”. Ma l’Italia costretta a rivedere il piano: “Solidarietà tra Regioni per richiami”

“Avanti tutta sui vaccini, il Covid non conosce liturgie della crisi di governo”. Si può riassumere così l’intervento di Francesco Boccia durante il summit urgente convocato assieme al ministro della Salute Roberto Speranza e le Regioni dopo l’allarme sui ritardi di Pfizer nella consegna delle dosi. Azienda contro cui arriveranno “azioni legali urgenti concordate perché – prosegue il responsabile degli Affari Regionali –  pretendiamo chiarezza e rispetto per il nostro paese sugli accordi europei presi. Anche se siamo primi in europa nella somministrazione del vaccino, abbiamo la necessità di chiarezza sulle distribuzioni settimanali senza più riduzioni unilaterali senza preavviso”.

“Nello stesso tempo – aggiunge Boccia – è necessario consentire alle regioni un accordo di solidarietà per garantire i richiami a tutti”. Un’ipotesi che circolava da giorni e su cui tra i governatori mancava una linea comune, con alcune regioni virtuose a fare resistenza per non essere penalizzate e la linea alternativa di Luca Zaia, ad esempio, in base alla quale le seconde dosi devono essere “garantite da un magazzino nazionale”.

Per Boccia “resta confermato il piano trimestrale ipotizzato con le altre case farmaceutiche appena l’ema darà il via libera sui nuovi vaccini. Se il 29 gennaio ema autorizzerà astrazeneca, sono confermate le 8 milioni di dosi per il trimestre successivo. Andiamo avanti uniti pretendendo il rispetto degli impegni. Ora serve essere molto rigorosi nel pretendere il rispetto della distribuzione delle dosi prodotte settimana per settimana”.

A meno di 20 giorni dall’inizio della campagna vaccinale, il governo è stato comunque già costretto a rimettere mano al piano presentato a inizio dicembre in Parlamento da Speranza. Una decisione necessaria visto che la casa farmaceutica americana non ha dato alcuna garanzia concreta che dalla settimana prossima si torni alla normalità, limitandosi a promettere in un comunicato stampa che si riprenderà con il “calendario iniziale di distribuzione all’Ue a partire dalla settimana del 25 gennaio”. Non solo. Al taglio di 165mila dosi annunciato venerdì – che ha ridotto del 29% le consegne al nostro paese per questa settimana, passate da 562.770 dosi a 397.800 – Pfizer ha fatto sapere solo alle 17 di lunedì, quando le fiale di vaccino sarebbero già dovute essere in Italia, che avrebbe ritardato ulteriormente la distribuzione, portando a destinazione la maggior parte delle dosi, poco più di 241mila, solo mercoledì.

Secondo l’Ema, Agenzia europea dei medicinali, però, i disguidi e gli slittamenti sono dovuti al fatto che l’azienda sta cercando di aumentare la produzione e, a fronte dei molti ordini ricevuti, non ha avuto la possibilità di fare scorte di materie prime.

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Elena Dusi

18 Gennaio 2021

Per il direttore generale dell’Aifa Nicola Magrini “il ritardo di Pfizer è comunque molto preoccupante ed è stato comunicato tutto all’ultimo minuto”. A Radio Capital ha però spiegato che “se si tratta di un ritardo di una sola settimana le conseguenze potrebbero non essere così gravi. Lo possiamo definire un piccolo rallentamento. L’obiettivo è riuscire a marzo a vaccinare tutti gli ultra-ottantenni e i sanitari. Sono sicuro che ci riusciremo”.

Un nuovo intoppo che rischia non solo di far slittare la campagna vaccinale di diverse settimane ma anche di creare più di qualche problema nella somministrazione della seconda dosa per i richiami, prevista 21 giorni dopo la prima. Qualche risultato, in negativo, è già arrivato: lo slittamento di almeno due settimane dell’inizio della campagna di vaccinazione per gli over 80 e dei 400mila pazienti oncologici, ematologici e cardiologici. Il Lazio, dopo le prime dosi somministrate ieri, ha fissato l’apertura al primo febbraio, il Piemonte al 30 gennaio mentre la Puglia non aprirà le prenotazioni fino a quando non sarà fatta chiarezza.

Tutti però chiedono garanzie, come ribadisce il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini: le riduzioni “siano solo temporanee”. E sia il governo a decidere dove devono andare i vaccini, non Pfizer.

Le regioni intanto stanno comunicando via via le problematiche relative al taglio dei vaccini e i rimedi che stanno prendendo. Eccole, caso per caso.

Fiuli Venezia Giulia

Qui le consegne per oggi sono state bloccate. “Abbiamo avuto comunicazione da parte di Pfizer che le nostre già ridotte consegne del vaccino previste per oggi, sono riprogrammate alla giornata di domani, 20 gennaio”. Lo fa sapere in un post su facebook Riccardo Riccardi, vicegovernatore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia, dopo che oggi era scattato lo stop alle nuove vaccinazioni dovuto alla riduzione della consegna delle dosi, per poter garantire le somministrazioni di richiamo. “I flussi di consegna sono determinanti per l’andamento delle campagna vaccinale. È difficile lavorare con queste incertezze”, conclude Riccardi.

Veneto

Luca Zaia, il governatore del Veneto, va al contrattacco. “La mia proposta, dati i ritardi nelle consegne previste, è che le seconde dosi del vaccino siano intanto garantite dal magazzino nazionale”. Il governatore ha spiegato che se i ritardi saranno confermati, ci sarà un buco di circa due settimane nelle prime vaccinazioni già previste per gli ultraottantenni. “Con i primi richiami, calcolatrice alla mano, invece, forse dovremmo farcela” ha proseguito Zaia.

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Enrico Ferro

18 Gennaio 2021

Campania

Vaccinazioni ferme per garantire i richiami a Napoli. L’Asl Napoli 1 ha deciso di ripartire giovedì 21 gennaio con la somministrazione della seconda dose a chi ha già fatto il vaccino. Al momento l’Asl ha vaccinato il 69% di tutti coloro che avevano aderito volontariamente, quindi hanno avuto la prima dose circa 14.500 sanitari degli ospedali, dei distretti Asl, delle cliniche private, dei centri accreditati e delle strutture residenziali. “Sono dispiaciuto – spiega il direttore generale dell’Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva  – che non possiamo garantire la prima dose a chi al momento non l’ha ancora ricevuta, e mi auguro di ricevere al più presto le forniture dall’azienda come già previsto dal programma così da procedere quanto prima possibile alla conclusione della fase T1”.

Sardegna

Settemila dosi, la metà di quelle previste che saranno destinate solo ai richiami. Questa la situazione in Sardegna: “La campagna vaccinale è condizionata dal fatto che Pfizer non rispetta gli accordi”, ha ribadito l’assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu. In Sardegna è stato messo da parte il 30% delle dosi per effettuare la seconda inoculazione.

 

 

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