Concerti, Ticketone multata dall’Antitrust per 10 milioni. La società: pronto il ricorso

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Secondo l’Autorità garante della concorrenza, c’è abuso di posizione dominante da parte della controllata di Cts Eventim

di Francesco Prisco

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Secondo l’Autorità garante della concorrenza, c’è abuso di posizione dominante da parte della controllata di Cts Eventim

3′ di lettura

Abuso di posizione dominante: l’Antitrust eleva una multa di oltre 10 milioni a Ticketone, società di ticketing del gruppo tedesco Cts Eventim, leader del mercato italiano della bigliettazione degli eventi dal vivo, dai concerti alle partite di calcio . Secondo l’Autorità, la piattaforma avrebbe attuato «una complessa strategia abusiva di carattere escludente che avrebbe precluso agli operatori di ticketing concorrenti la possibilità di vendere, con qualsiasi modalità e tramite qualsiasi canale, una quota particolarmente elevata di biglietti per eventi live di musica leggera».

La guerra con Live Nation

Il procedimento fa riferimento al solo segmento di mercato della musica leggera che, secondo l’annuario Siae, nel 2019 è stato interessato da 18.223 eventi, ha movimentato 1,2 milioni di presenze per una spesa al botteghino di 386,1 milioni e un giro d’affari complessivo da 468,6 milioni. In questo segmento, il giro d’affari del ticketing, strictu sensu, ruoterebbe intorno ai 50 milioni. L’Antitrust, viene spiegato in un comunicato, avrebbe notato che la strategia attuata da TicketOne si articolerebbe in una serie di condotte, messe in atto almeno dal 2013 e ancora in corso, che consisterebbero nella stipula di contratti di esclusiva con i produttori e gli organizzatori di eventi live di musica leggera, nelle acquisizioni dei promoter nazionali Di and Gi Srl, Friends & Partners SpA, Vertigo Srl e Vivo Concerti Srl, nell’imposizione dell’esclusiva sui promoter locali, nella stipula di accordi commerciali con gli operatori di ticketing di dimensione minore o locale e nei comportamenti di ritorsione e boycott nei confronti del gruppo Zed, anche per escludere dal mercato rilevante Ticketmaster, controllata del gruppo Live Nation.

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L’impatto sui prezzi

L’attuazione della strategia abusiva del gruppo, secondo il teorema del Garante, avrebbe danneggiato anche i consumatori perché l’impresa dominante avrebbe potuto praticare commissioni di vendita dei biglietti per eventi live di musica leggera superiori a quelli dei concorrenti, limitando inoltre le possibilità di scelta e di acquisto dei consumatori tra i diversi operatori di ticketing (il cosiddetto «multihoming»). L’Autorità ha, inoltre, imposto all’impresa dominante di concedere agli operatori di ticketing concorrenti la possibilità di vendere con qualsiasi modalità e mediante qualsiasi canale, a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie, almeno il 20% del totale dei biglietti relativi agli eventi live di musica leggera prodotti o distribuiti da ciascun promoter, ovvero dagli operatori di ticketing vincolati in esclusiva al gruppo Cts Eventim-TicketOne.

Ticketone: «Ricorreremo al Tar»

Ferma la nota di replica della società guidata dal ceo Stefano Lionetti: «Ticketone respinge fermamente le affermazioni contenute nel provvedimento dell’Agcm secondo cui la società avrebbe messo in atto un abuso di posizione dominante. L’Autorità ha preso una decisione manifestamente inappropriata, basata su una definizione del mercato rilevante errata e in violazione di norme imprescindibili in materia. Ticketone si appellerà al tribunale amministrativo competente ed è fiduciosa, anche alla luce della precedente giurisprudenza sulle decisioni dell’Agcm, che anche questo provvedimento sarà revocato dal Tar».

La soddisfazione della ricorrente Zed

«Il provvedimento comunicato oggi conferma la veridicità di tutto quanto da me lamentato, in ordine alle pressioni ed ai boicottaggi subiti. Inoltre rappresenta un caposaldo per tutto il settore perché va nella direzione di una generale apertura del mercato, superando logiche e consuetudini consolidate che non facevano bene alla libera iniziativa e all’intraprendenza». Questo il commento di Valeria Arzenton, fondatrice della società di promoting Zed dal cui ricorso è partita l’istruttoria.

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