Borse di oggi 19 gennaio: andamento listini europei e mondiali

MILANO – Le Borse europee chiudono deboli una seduta caratterizzata dall’attesa per l’insedimento del nuovo presidente Usa Joe Biden, previsto per domani. Una prima indicazione sulle mosse della nuova amministrazione Usa potrebbe arrivare già oggi quando in Senato è atteso l’intervento della futura segretaria al Tesoro, Janet Yellen, in cui l’ex numero uno della Fed dovrebbe esprimersi anche sul prossimo maxi piano di stimoli che la Casa Bianca vuole varare per risolllevare l’economia Usa. “Nè il presidente eletto (Joe Biden), né io, proponiamo questo piano di aiuti senza un aumento del peso del debito sul paese. Ma in questo momento, con i tassi di interesse ai minimi storici, la cosa più intelligente da fare è agire in modo importante”,  dovrebbe dire Yellen, in base a quanto emerge dagli estratti del suo discorso.

A fine seduta, Milano registra un saldo negativo dello 0,25% dopo avere oscillato sopra e sotto la parità. Deboli anche le altre: Londra segna -0,1%, Francoforte scende dello 0,2%, Parigi dello 0,3%. A Piazza Affari dopo il debutto sprint di ieri, riflettori ancora su Stellantis con il nuovo amministratore delegato Carlos Tavares che parlerà i conferenza stampa per la prima volta dalla nascita ufficiale del gruppo e con il titolo che dopo l’esordio in Europa, ha fatto il bis questo pomeriggio a Wall Street. Sulla Borsa americana si registrano i conti di BofA che ha visto scendere del 21,7% l’utile del quarto trimestre a 5,47 miliardi di dollari. Oltre le stime, invece, i 4,4 miliardi di dollari dell’ultimo trimestre dell’anno registrati da Goldman Sachs. Positivi i principali indici americani: alla chiusura dei mercati Ue, il Dow Jones sale dello 0,3% e lo S&P500 aggiunge lo 0,45% mentre il Nasdaq sale dello 0,7%.

Sulla sponda domestica l’attenzione è invece tutta per il voto al Senato sulla fiducia per il governo Conte. Dopo l’addio degli esponenti di Italia Viva dall’esecutivo, il presidente ora è in cerca di “costruttori” per puntellare la maggioranza. Come già nei giorni scorsi lo spread, tradizionale termometro delle preoccupazioni degli investitori, non sembra credere a una accelerazione della crisi. Anzi, a fine seduta lo spread scende a 107 punti base con il rendimento del decennale italiano che torna sotto lo 0,6%.

Tra i dati macroeconomici non scuote i listini l’aggiornamento mensile dell’indice  Zew sulle attese economiche in Germania, cresciuto a 61,8 punti rispetto ai 55 di dicembre, sopra le aspettative degli economisti che si attendevano un dato intorno ai 60 punti.

Chiusura in rialzo per l’euro, che termina la sessione in zona 1,2130 dollari e sul filo dei 126 yen. La divisa giapponese perde terreno anche nei confronti del biglietto verde a circa 103,90.

Il petrolio Wti al Nymex sale nel pomeriggio dell’1,03% a 52,90 dollari al barile.

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