lunedì, Marzo 8, 2021

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"Ma proprio nell'anno della pandemia? Qui si chiude, tanti abbassano le saracinesche e tu apri un'attività?"....
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Borse miste alla ripartenza, spread in calo. La Cina batte le attese: cresce del 2,3% nell’anno del Covid

MILANO –  Le Borse europee chiudono in ordine sparso in una settimana cruciale per l’Italia e la sua crisi politica, che aleggia sulla riunione odierna dell’Eurogruppo e su quella di giovedì della Banca centrale europea. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi, primo termometro della tensione sulla tenuta italiana, non risente della crisi di governo all’indomani del decisivo voto in Senato e chiude a 111 punti, con il rendimento del decennale italiano allo 0,6% sul mercato secondario.

Piazza Affari si risolleva dopo le prime battute e termina in rialzo dello 0,53%. Protagonista sui mercati è Stellantis  nel giorno del debutto sia a Milano che a Parigi, che termina gli scambi con un robusto +7,6%. Miste le altre Piazze europee: Londra cede lo 0,2%,  Parigi avanza dello 0,1%, mentre Francoforte sale dello 0,44%.

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17 Gennaio 2021

Il Pil della Cina supera 100 mila miliardi di yuan

Con i mercati occidentali al ralenti, è la Cina a guadagnarsi le copertine: il Pil del Paese da cui la pandemia è partita balza nel quarto trimestre 2020 del 6,5% annuo, a fronte del 6,1% atteso dagli analisti e del 4,9% registrato dei tre mesi precedenti, mentre la crescita congiunturale è del 2,6% (2,7% nel terzo trimestre e 3,2% le stime). Il recupero dalla crisi del Covid-19 è confermato dalla crescita dell’intero 2020, quantificato dall’Ufficio nazionale di statistica nel 2,3%, contro il 2,1% atteso in media alla vigilia: per la prima volta il prodotto cinese ha superato 100mila miliardi di yuan, 15.408 miliardi di dollari). Anche un annus horribilis come quello appena passato, dunque, va in archivio con il segno “più” nonostante il passo sia il più lento in più di 40 anni.

Le Borse asiatiche si sono mosse contrastate dopo i dati cinesi e senza la guida dei future su Wall Street, chiusa oggi in occasione della festività nazionale dedicata alle celebrazioni di Martin Luther King. L’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo ha chiuso in calo dello 0,97% a 28.242,21 punti. La borsa di Shanghai è salita dello 0,84%, Hong Kong fa +0,74%, Sidney è invece sotto pressione con un calo dello 0,78%, Seoul cede più del 2%. Rimangono protagonisti i timori sull’aumento dei contagi di coronavirus nella regione a nord est della Cina. Il sentiment degli investitori fa i conti con il lockdown di emergenza imposto nella provincia cinese di Hubei e, come ha detto a Reuters l’analista Seo Sang-young, di Kiwoom Securities, “il dato di oggi relativo al Pil cinese alimenta dubbi sulla ripresa dell’economia”. Il dato si è confermato positivo, ma ha messo in evidenza una contrazione delle spese per consumi, provocata dalla riluttanza dei consumatori cinesi a spendere a causa dell’incertezza. Le vendite al dettaglio cinesi si sono contratte tuttavia del 3,9% nell’intero 2020, facendo +4,6% a dicembre, ma comunque al di sotto +5,5% stimato dal consensus e rallentando rispetto al +5% di novembre).

L’euro è in calo e chiude in Europa a 1,2070 dollari sul biglietto verde, ai minimi da un mese e mezzo, dopo aver terminato gli scambi venerdì a 1,2093 dollari. Anche il biglietto verde è in lieve arretramento sullo yen a 103,68.

Tra le materie prime, i prezzi del petrolio si stabilizzano nel pomeriggio, dopo le vendite dello scorso venerdì, che hanno portato sia il Brent che il contratto WTI scambiato a New YOrk a perdere il 2,3% circa, ritracciando dai valori massimi degli ultimi 11 mesi, che erano stati testati la scorsa settimana. Alla chiusura delle contrattazioni in Europa il contratto WTI è scambiato a 52,32 dollari al barile, mentre il Brent è piatto attorno ai 55 dollari al barile .Oro in rialzo: il metallo prezioso avanza dello 0,4% a 1.837 dollari l’oncia.

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