Biden-Harris, il giorno dopo. Trump twitta: “Ci sono state frodi, bisogna controllare i voti”


L’America si sveglia con un nuovo presidente eletto. Ieri sera Joe Biden ha parlato alla nazione, ha chiesto unità. “Torniamo a essere gli Stati Uniti d’America”. “Ritroviamo la sua anima”. “Guariamo”. (Video integrale del discorso di Biden e  di Harris)

La lunga notte di festa di Washington e dell’America: “Goodbye Trump”di Massimo Basile

Si è rivolto anche a chi non lo ha votato e crede nelle accuse di brogli, mai provate, portate avanti dallo sconfitto Donald Trump.”Datemi una possibilità anche se non avete votato per me. Non ci sono più Stati rossi o blu, sarò il presidente di tutti”, ha detto il 46esimo presidente degli Stati Uniti che compirà 78 anni tra pochi giorni.
Sul palco è stato preceduto da Kamala Harris,prima donna, prima nera e prima indoamericana a diventare vicepresidente. Vestita di bianco in onore alle suffragette ha detto: “Sono la prima, non sarò l’ultima, perché ogni ragazzina che guarda stasera può vedere che questo è il Paese delle  possibilità”.

Intanto, la vicedirettrice della campagna di Biden, Kate Bedingfield, fa sapere che per ora non ci sono stati contatti tra i due sfidanti o tra rappresentanti dei rispettivi comitati elettorali.

17.13 – Per Trump ancora una mattinata sui campi da golf

Il presidente Usa, Donald Trump, è tornato al suo golf club a Sterling, in Virginia, il Trump National Golf Club, dove è giunto pochi minuti prima delle 10:00. Anche sabato Trump aveva giocato a golf, rimanendo circa tre ore al club e la notizia che i principali network televisivi avevano assegnato la vittoria della Casa Bianca, al suo rivale, Joe Biden, lo aveva colto proprio mentre era sul “green”. All’esterno della struttura, ad aspettarlo c’erano alcuni sostenitori, con i cartelli “Trump 2020”; ma anche attivisti democratici, alcuni con manifesto con su scritto “Trumpty dumpty had a great fall”, il verso riadattato di una canzoncina che conoscono tutti i bambini americani: Humpty-Dumpty è un personaggio di una filastrocca di Mamma Oca, l’Uovo che una volta caduto in disgrazia non ce la fa più a rialzarsi.

16.58 – Biden diretto in chiesa a Wilmington

Il giorno dopo la sua vittoria, il presidente eletto Joe Biden mantiene le sue tradizioni domenicali e si prepara ad andare in chiesa a Wilmington.

15.46 – Due seggi della Georgia decideranno gli equilibri nel Senato

In Georgia i ballottaggi per due seggi da senatori fissati per l’inizio di gennaio determineranno quale partito avrà la maggioranza nella Camera alta del Congresso. Il senatore David Perdue, un repubblicano eletto nel 2014, cerca la rielezione sfidato dal democratico Jon Ossoff, mentre contro la senatrice repubblicana Kelly Loeffler c’è Raphael Warnock.

15.43 – Romney: “Non è nella natura di Trump un’uscita dignitosa”

“Non ci sono prove al momento” di frodi elettorali e corruzione, afferma il senatore repubblicano Mitt Romney, ritenendo “distruttivo per la democrazia” cavalcare l’ipotesi di brogli. “Il mondo ci sta guardando e mi piacerebbe che il mondo vedesse un’uscita” dalla Casa Bianca con “dignità, ma questa non è la natura ” di Donald Trump.

15.40 – Biden e il suo team di transizione: “Restiamo insieme”

“Restiamo insieme come un’America sola. Risorgeremo più forti di prima”, il presidente eletto statunitense Joe Biden rilancia un tweet del “transition team” per ribadire il messaggio all’unità lanciato già nel discorso della vittoria.

We stand together as one America. We will rise stronger than we were before.https://t.co/97NKAZksSLpic.twitter.com/PRvzygWxRI

— Biden-Harris Presidential Transition (@Transition46) November 8, 2020

15.20 – Inarrestabile Trump, raffica di tweet

“Il migliore sondaggista britannico ha scritto oggi che chiaramente sono state elezioni rubate, che è impossibile immaginare che Biden abbia sconfitto Trump in alcuni di questi stati”, twitta Trump senza citare esplicitamente a quale sondaggista si riferisca, dopo aver ripetuto: “Noi crediamo che queste persone siano ladri, le macchine delle grandi città sono corrotte, questa è stata un’elezione rubata”. In un successivo tweet poi scrive: “Hanno rubato quello che dovevano rubare dove era importante”, citando l’ex speaker repubblicano, Newt Gingrich.

….Where it mattered, they stole what they had to steal. @newtgingrich

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) November 8, 2020Sotto però i commenti non sono a sostegno delle dichiarazioni del presidente uscente. La prima risposta: “Per favore, per l’amor di dio, potresti stare zitto o un adulto potrebbe togliergli il telefono”.

Please for the love of god would you shut up or could an adult please take his phone from him.

— Samuel Carvalho (@SamCarvalho) November 8, 2020

14.57 – Primo tweet di Trump dopo il discorso di Biden: “Brogli”

“Abbiamo una tradizione di problemi elettorali in questo Paese”, twitta Donald Trump citando Jonathan Turley, analista legale e penalista. Il presidente torna sul social dopo un silenzio di oltre dieci ore seguito alla sua sconfitta, mai però riconosciuta ufficialmente. “Dobbiamo guardare le schede, stiamo appena cominciando. Dobbiamo esaminare le denunce: stiamo valutando una serie di testimonianze giurate sul fatto che ci siano state frodi elettorali”, aggiunge Trump. “In Pennsylvania c’è un ordine della Corte Suprema per la separazione” dei voti ricevuti dopo l’Election Day. “Si tratta di un grande numero di schede”, prosegue Trump citando Turley. “Quando si parla di un problema di sistema si parla di come le schede vengano autenticate perché se c’è un problema di autenticazione, questo potrebbe avere effetto sulle intere elezioni”. Quello che “mi preoccupa è che abbiamo avuto oltre cento milioni di voti per corrispondenza”, aggiunge, rimandando ai casi di Philadelfia e di Detroit, città che – “per dirla con un eufemismo” scrive Trump – ha “una lunga serie di problemi elettorali”.

“We should look at the votes. We’re just beginning the tabulation stage. We should look at these allegations. We’re seeing a number of affidavits that there has been voter fraud. We have a history in this country of election problems. In Pennsylvania you had an order by a…

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) November 8, 2020

….how these ballots were authenticated, because if there’s a problem in the system about authentication, that would seriously affect the ENTIRE ELECTION – And what concerns me is that we had over a hundred million mail-in ballot in cites like Philladelphia…

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) November 8, 2020

…and Detroit with a long series of election problems (to put it mildly).” @JonathanTurley

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) November 8, 2020
Nelle capitali degli Stati da Phoenix ad Austin, i sostenitori di Trump si sono riuniti per protestare contro il conteggio dei voti. Trump e il suo team hanno promesso di contestare i risultati in tribunale e il presidente ha messo in discussione senza fondamento l’integrità dei voti legalmente espressi da quando gli organi di stampa hanno assegnato la vittoria a Biden.

14.41 – La danza di gioia del nativo americano diventa virale

Ad Albuquerque, città del Nuovo Messico, la festa è durata tutta la notte. Strade intasate, balli. L’hashtag #Albuquerque su Twitter è un trionfo di musica e suoni. E una danza, soprattutto, guardata e condivisa in poche ore da due milioni di persone.

Joy in #Albuquerque!#Elections2020

pic.twitter.com/NX2LdHl5Tu

— ??Mia… #BidenHarris2020 (@MCW_Disruptor) November 8, 2020

14.10 – La festa in Irlanda: da qui partirono gli antenati di Biden

Diverse località in Irlanda si sono vestite a festa per Joe Biden. Grandi bevute in strada e nei pub: sono le cittadine dell’isola verde da cui partirono per attraversare l’Atlantico a metà dell’Ottocento almeno 10 dei 16 trisavoli del presidente eletto americano Joe Biden e che ora festeggiano la vittoria che porta alla Casa Bianca un po’ d’Irlanda e un presidente cattolico per la seconda volta dopo John Fitzgerald Kennedy.
Ballina, Irlanda
A cominciare da Ballina, dove il presidente eletto ha ancora cugini di terzo grado. Ma si festeggia anche a Carligford, sul lato opposto dell’isola, sulla costa Nord-orientale al confine con l’Irlanda del Nord, contea di Lough. Da qui partì a bordo della nave Marchioness of Bute nel 1850 e approdò a New York James Finnegan, antenato di Biden. E qui all’ annuncio della vittoria le campane hanno suonato a festa e la locale banda di cornamuse ha suonato in onore del nuovo futuro inquilino della Casa Bianca.

Joe Biden presidente, così i telegiornali di tutto il mondo hanno dato la notizia

14.04 – I primi impegni di Biden: clima, migranti e visti per i Paesi musulmani

Il presidente eletto è pronto a emanare una serie di decreti esecutivi già il suo primo giorno nello Studio Ovale. Dopo aver prestato giuramento al Campidoglio a mezzogiorno del 20 gennaio, Biden, dice il Nyt, invierà subito una lettera alle Nazioni Unite indicando che gli Stati Uniti si uniranno nuovamente allo sforzo globale per combattere il cambiamento climatico, ribaltando la decisione di Trump di ritirarsi dall’accordo sul clima di Parigi con oltre 174 Paesi. Lo scopo è invertire l’agenda politica di Trump.

Secondo il Washington Post, la futura amministrazione vorrebbe tornare a collaborare con l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Biden sarebbe inoltre intenzionato a cancellare quasi tutti gli stop ai visti per i cittadini provenienti da Paesi a maggioranza musulmana e intenderebbe ripristinare i programmi di inserimento dei migranti, i cosiddetti “Dreamers”, figli di stranieri entrati illegalmente nel territorio. L’applicazione dell’agenda elaborata in “mesi” di consultazioni con il suo staff, potrebbe però essere resa difficile dai rapporti di forza nel Congresso. In ogni caso, da lunedì sarà già al lavoro una squadra di esperti medici e scientifici in grado di varare una nuova strategia di contrasto al nuovo coronavirus.

14.01 – Gara di leader per telefonare a Biden

È in atto una corsa dei leader stranieri per parlare con il presidente eletto Biden al telefono. Come dice il New York Times, il prestigio diplomatico dipende molto da chi riesce a farlo al più presto.

13.45 – L’urlo di Billie Eilish, la festa di Miley Cyrus, l’omaggio di Lady Gaga

Virale il video twittato da Miley Cyrus, cantautrice e attrice nata in Tennessee: “In Usa è festa”.

Now THIS is a PARTY IN THE USA! @JoeBiden@KamalaHarris ?????? pic.twitter.com/zFKL1ncuSa

— Miley Ray Cyrus (@MileyCyrus) November 7, 2020“Queen Kamala”, twitta Lady Gaga. Da ore il mondo dello spettacolo continua a postare reazioni sui social.

??Queen Kamala https://t.co/89NYmu9Mow

— Lady Gaga (@ladygaga) November 8, 2020
“Grazie a tutti quelli che hanno votato, anche a chi lo ha fatto per la prima volta. Questa cosa è incredibile”, urla in un video su Instagram Billie Eilish, la 19enne cantautrice statunitense.
“Oggi celebriamo i milioni di americani che hanno superato le barriere alle urne, mobilitato le loro comunità e votato con numeri da record”, scrive la cantautrice Demi Lovato su Twitter postando la foto della sue lacrime di sollievo.

Our 46th president, @joebiden!???????? I’ve been waiting to post this photo because I knew deep down you would be our next President. Today we celebrate the millions of Americans who overcame barriers to the ballot box, mobilized their communities & voted in record breaking numbers pic.twitter.com/3qob8SIxzr

— Demi Lovato (@ddlovato) November 7, 2020

13.40 – Von der Leyen: “Abbiamo davanti sfide urgenti”

“Abbiamo sfide urgenti da affrontare: Covid, cambiamenti climatici, le regole per un nuovo mondo digitale, sicurezza globale e riforma delle regole del nostro sistema multilaterale. Insieme possiamo farcela”. Così su Twitter la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

Ich freue mich auf eine enge Zusammenarbeit mit @JoeBiden & @KamalaHarris

Wir stehen vor großen Herausforderungen: #COVID19, Klimawandel, Regeln für die digitale Welt, globale Sicherheit & die Reform des regelbasierten multilateralen Systems.

Zusammen können wir das schaffen. pic.twitter.com/mDjl1zwBRL

— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) November 8, 2020

13.29 – Khamenei, dobbiamo rafforzarci contro inimicizia Usa

“Dobbiamo diventare più forti di fronte all’inimicizia degli Usa e rafforzare gli strumenti del nostro potere reale” dice la Guida suprema iraniana, Ali Khamenei. “L’inimicizia dell’America nei confronti dell’Iran deriva dal fatto che non abbiamo accettato la loro politica tirannica”, ha aggiunto su Twitter in persiano, sottolineando che “l’unico modo per terminare le ostilità è impedire loro di colpirci ancora”. Prima del voto Usa, Khamenei aveva avvertito che, chiunque avesse vinto le presidenziali, la politica di Teheran nei confronti dell’America non sarebbe cambiata.

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— KHAMENEI.IR | ????? (@Khamenei_fa) November 8, 2020

13:10 – Johnson: “Ora serve una rivoluzione industriale verde”

Il premier britannico Boris Johnson: “Lo slogan di ‘ricostruzione'” proposto da Biden “può essere raggiunto attraverso la rivoluzione industriale verde”. Johnson, ha detto di “non vede l’ora” di parlare con il presidente eletto Usa, Joe Biden, e la sua vice, Kamala Harris, per concentrarsi sulla lotta al cambiamento climatico e sull’obiettivo di arrivare a zero emissioni entro il 2050.

13:01 – Biden verso vittoria in Georgia

Biden è sul punto di aggiungere la Georgia al suo margine elettorale vincente, con un vantaggio ristretto che è destinato a un riconteggio ma è comunque un segno della mutevole politica del sud.

12:40 – L’omaggio di Annie Lennox: Here Comes the Sun

La cantante scozzese, fondatrice e membro degli Eurythmics, festeggia cantando sorridente il brano firmato da George Harrison Here Comes the Sun contenuta nell’album Abbey Road dei Beatles nel 1969.

12:30 – Biden sarà un presidente amato anche da chi gli ha votato contro

NEW YORK – Un tratto è emerso con estrema chiarezza ieri notte nel debutto televisivo di Joe Biden dopo la vittoria elettorale: sarà un presidente amato. Anzi, molto amato. Vogliamo credere che nel giro di un periodo abbastanza breve lo sarà anche da parte di chi gli ha votato contro ed è oggi idealmente asserragliato con Donald Trump a vaneggiare su una vittoria per un secondo mandato che non c’è mai stata. Continua a leggere (di Mario Platero)

12:10 – Il ricordo, l’entrata “epica” di Trump il 9 novembre del 2016

Trump come Harrison Ford: entrata da presidente sulle note di Air Force One

12:00 – Corea del Sud, Moon a Biden: “Rapporto solido come roccia”

“La nostra alleanza è forte e il legame tra i nostri due Paesi è solido come una roccia” scrive su Twitter il presidente della Corea del Sud Moon Jae In, congratulandosi per la vittoria di Joe Biden e dicendo di avere “grandi aspettative” sui rapporti tra Washington e Seul.

Congratulations to @JoeBiden and @KamalaHarris. Our alliance is strong and the bond between our two countries is rock-solid. I very much look forward to working with you for our shared values.

— ??? (@moonriver365) November 8, 2020

11:51 – PornHub, impennata di traffico il giorno delle elezioni (mai così nel 2016)

Eccitazione record la mattina e discreta perfino la sera, su PornHub, in controtendenza rispetto al 2016 quando alla stessa ora la vittoria di Donald Trump era già chiara: la tendenza è documentata con tanto di grafici a barre, mappe Stato per Stato e diagrammi cartesiani, realizzati su richiesta della piattaforma digitale Mashable.

Le statistiche per martedì 3 novembre dicono che di buon mattino, prima dell’apertura dei seggi, il traffico di utenti su PornHub è stato di almeno il 14% superiore alla media. Dopo mezzogiorno, a scrutinio in corso, c’è stato un calo che si è accentuato fino alle sei del pomeriggio (-11 per cento). “Gli americani aspettavano con ansia i risultati” annotano gli esperti del sito. Nuova impennata, però, una volta capito che il nome del vincitore non sarebbe arrivato presto: a notte fonda ripresa di attività, con un +10% alle tre, in controtendenza rispetto a quattro anni prima quando con l’ annuncio della vittoria di Trump si era registrato un -23 per cento.
Dalle statistiche emerge anche una dimensione di genere, oltre che di partito e di aree geografiche. Dopo la mezzanotte, nell’incertezza del futuro, ad attivarsi sono stati soprattutto i maschi (+17%). Donne invece più caute o preoccupate tutto il giorno, come documenterebbe il -17% delle cinque del pomeriggio, prima che la notte e il voto per posta preparassero il recupero e l’elezione di Biden.

11:43 – Turchia, vicepresidente Oktay: chiederemo l’estradizione di Gulen

La Turchia chiederà’ alla nuova amministrazione statunitense guidata da Biden l’estradizione del religioso Fethullah Gulen, che Ankara considera la mente del tentato golpe del luglio 2016. Lo ha dichiarato oggi il vicepresidente turco Fuat Oktay: Non c’è niente di più naturale che chiedere la sua estradizione. Questo processo continuerà con la nuova leadership Usa. Aumenteremo la nostra pressione su questo tema”, ha detto Oktay all’emittente Kanal 7.

11:39 – La cugina siciliana di Biden: “Invito la First lady, le faccio le polpette”

Caterina Giacoppo, l’unica parente rimasta a Gesso, è frastornata: “Non pensavo – dice timidamente in dialetto ibbisota – sono emozionata”. E si dice pronta a “preparare le polpette con il sugo e la pasta al forno alla First lady”. “Spero che possa venire al più presto – dice – la ospiterei volentieri qui a Gesso. Così conosce le sue radici”. Il nonno paterno della moglie del presidente eletto, Jill Jacobs, è nato qui il 12 agosto del 1898. Il suo nome era Domenico Giacoppo, poi trasformato in Dominic Jacobs, dopo il suo arrivo negli Stati Uniti, avvenuto nel 1900, quando aveva un anno e mezzo.

“Non è stato facile riuscire a risalire all’intero albero genealogico – spiega Antonio Federico – ma alla fine ci sono riuscito”. Così ha scoperto che Placido Giacoppo partì per gli Stati Uniti e fu raggiunto dalla moglie e dai quattro figli. Caterina Giacoppo vive da sola in una piccola abitazione di Gesso. Non ricorda il legame di parentela con Placido Giacoppo. “L’ho scoperto solo da poco, che emozione”

11:20 – Festa nell villaggioindiano del nonno di Harris

Dal momento in cui è sorto il sole a Thulasendrapuram, un piccolo villaggio nel sud dell’India, la gente è andata al tempio, ha preso polvere colorata e scritto messaggi a grandi lettere davanti alle case: “Congratulazioni Kamala Harris, orgoglio del nostro villaggio.” Se c’è stato un posto in India che ha celebrato il trionfo delle elezioni presidenziali americane, è stato proprio Thulasendrapuram, il villaggio dove è nato il nonno indiano di Harris più di 100 anni fa.
Festa al villaggio indiano di Thulasendrapuram, dove è nato nonno materno della vicepresidenza Kamala Harris

11:15 – Vescovi Usa: “Ora unità”

“Ringraziamo Dio per la benedizione della libertà. Il popolo americano si è espresso in queste elezioni. Ora è il momento che i nostri leader si riuniscano in uno spirito di unità nazionale e si dispongano al dialogo e all’impegno per il bene comune”. Lo ha sottolineato il presidente della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti, l’arcivescovo di Los Angeles José Gomez. “Credo che in questo momento della storia degli Stati Uniti, i cattolici abbiano il dovere speciale di essere operatori di pace, di promuovere la fraternità e la fiducia reciproca e di pregare per un rinnovato spirito di vero patriottismo nel nostro Paese”. “Riconosciamo che Joseph R. Biden, Jr. ha ricevuto abbastanza voti per essere eletto 46esimo presidente degli Stati Uniti. Ci congratuliamo con il signor Biden e riconosciamo che si unisce al defunto presidente John F. Kennedy come secondo presidente degli Stati Uniti a professare la fede cattolica”.

11:03 – Piccione “rilegge” la conferenza di Giuliani (tenuta in un parcheggio)

La rilettura della conferenza stampa di ieri, quando Giuliani a nome del team legale di Trump ha giurato battaglia fino all’ultimo voto, è esilarante. La descrive su Twitter Leonardo Piccione, classe 1987, autore nato in Puglia di reportage narrativi e sportivi per diverse testate cartacee e digitali. “Qualcuno sostiene – e non sarò io a smentirlo – che la conferenza stampa di Rudy Giuliani in un parcheggio di Philadelphia tra un polo crematorio e un sex shop sia una delle cose più divertenti capitate nella storia dell’umanità. Se ve la siete persa, riassumo brevemente“.

Mentre sui social montano incredulità e ironia, mentre le testate americane proclamano Biden presidente eletto e Trump va a giocare a golf, nel parcheggio di FSTL Giuliani comincia per davvero a parlare, in una sequenza altamente surreale: https://t.co/Ps4V9bWlsa

— Leonardo Piccione (@ledep) November 8, 2020

Biden presidente, l’epilogo surreale della campagna elettorale di Trump: la conferenza stampa in un parcheggio

10:44 – Silenzio dal Cremlino, ma Navalnyj si congratula

Mentre dal Cremlino ancora non è arrivato un commento sull’elezione di Biden a presidente Usa, l’oppositore russo Aleksej Navalnyj invia le sue “congratulazioni a Biden e Harris per la loro vittoria e al popolo americano per l’aver stabilito una nuova leadership in elezioni libere ed eque”, scrive su Twitter. “Questo è un privilegio che non hanno tutti i Paesi”, continua l’oppositore che si è visto sbarrare la strada alla candidatura a presidente con pretesti giudiziari. “Non vedo l’ora di vedere un nuovo livello di cooperazione tra Russia e Usa”.

Congratulations to @JoeBiden and @KamalaHarris on the victory and to the Americans on defining the new leadership in a free and fair election. This is a privilege which is not available to all countries. Looking forward to the new level of cooperation between Russia and the US.

— Alexey Navalny (@navalny) November 8, 2020

10:35 – Iran, Rouhani: nuova amministrazione rimedi a errori Trump

Il presidente iraniano Hassan Rouhani ha detto che la prossima amministrazione statunitense dovrebbe cogliere l’occasione per compensare gli errori del presidente Trump. “La politica dannosa di Trump è stata contrastata … dal popolo americano. La prossima amministrazione statunitense dovrebbe sfruttare l’opportunità per rimediare agli errori del passato”, ha detto il presidente Rouhani. “L’Iran favorisce l’interazione costruttiva con il mondo”, ha affermato. Biden si è impegnato a rientrare nell’accordo nucleare iraniano del 2015 con sei potenze, un accordo che è stato concordato da Washington quando era vicepresidente, se anche l’Iran tornerà a conformarsi. Le tensioni sono aumentate tra i nemici di lunga data dal 2018, quando Trump è uscito dall’accordo e ha reimpostato le sanzioni che hanno paralizzato l’economia iraniana. Per rappresaglia, Teheran ha gradualmente ridotto i suoi impegni all’accordo. “L’eroica resistenza del popolo iraniano ha dimostrato che la politica della pressione è destinata al fallimento”, ha detto Rouhani.

10:25 – Biden chiude con parole canto Bibbia, valanga ‘catto-tweet’ ‘

‘Su ali d’aquila’, On Eagle’s Wings un canto liturgico diffuso in tutte le chiese, con parole tratte da un salmo della Bibbia, diventa su twitter hashtag di tendenza. Biden ha concluso il discorso proprio richiamando quel canto cattolico: “Io sono con voi e spero che la speranza vi dia sollievo. Vi solleverà sulle sue ali, vi mostrerà una nuova alba e vi terrà sul palmo della mano. Adesso insieme sulle ali di quest’aquila possiamo guardare al futuro”, sono state le parole del presidente neo-eletto.

Catholic here. He broke me with the On Eagle’s Wings lyrics. Broke me. Wept openly. Well done.
Decency is back.

— Mike Jason (@mikejason73) November 8, 2020
Il gesuita americano James Marin commenta: “Questo significa quattro anni non solo di un presidente cattolico, ma un’iniezione di cultura cattolica nella nostra conversazione nazionale in un modo che probabilmente non si vedeva dai tempi di JFK”. E America Magazine, la prestigiosa rivista dei gesuiti americani, dedica un intero articolo alla nascita di questo canto di chiesa che si ispira al Salmo 90.

Incredible. @JoeBiden is delivering the speech he’s waited his whole life to give and he’s delivering the speech of a lifetime!! Some pundits were saying #JoeBiden doesn’t deliver great speeches. They were wrong.

“On eagle’s wings we embark on the work we are called to do…” pic.twitter.com/DJeNOv3XL5

— John Rocha (@TheRochaSays) November 8, 2020

Here’s the story behind the hymn @JoeBiden just quoted: https://t.co/7mnv7Hum0R

— America Magazine (@americamag) November 8, 2020
Suor Nathalie Becquart, consultore del segretariato del Sinodo dei vescovi ed ex direttore della pastorale giovanile della Conferenza episcopale francese, sottolinea: “Per un cittadino francese cresciuto nel Paese della ‘laicità’, ascoltare un presidente eletto parlare come un prete mentre pronuncia un’omelia incentrata sulla guarigione e l’unità, quindi citare il canto liturgico ‘On Eagle’s Wings’ è un’esperienza nuova e interessante!!”.

Oh my God he just quoted “On Eagle’s Wings.” Every Catholic kid in America is tearing up

— Monica Byrne (@monicabyrne13) November 8, 2020

10:22 – Dopo Maduro, anche Guaidó si rallegra con Biden. E ringrazia Trump

Dopo il messaggio del presidente Nicolas Maduro, arriva anche quello del leader dell’opposizione, autoproclamatosi presidente ad interim, Juan Guaidó. “Con la nuova amministrazione ed il nuovo Congresso – ha sottolineato Guaidó in un comunicato – continueremo a portare avanti la lotta per raggiungere il nostro obiettivo reciproco: liberare il popolo venezuelano dalla dittatura”.
Il leader oppositore ha quindi ringraziato Trump, che lo ha riconosciuto come presidente legittimo del Venezuela, per la “sua fermezza e determinazione” nell’affrontare Maduro, e per “i suoi sforzi” per aiutare ad alleviare la crisi che attraversa il Paese sudamericano. Maduro aveva inviato un messaggio a Biden e a Kamala Harris, assicurando che “la Patria di Bolívar è sempre disposta al dialogo”.

9:15 – Oms si congratula

“Congratulazioni” a Joe Biden e Kamala Harris sono state espresse dal direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. “I miei colleghi dell’Oms e io non vediamo l’ora di lavorare con voi e la vostra squadra”, scrive su Twitter il direttore generale che ha avuto non poche frizioni con il presidente Trump sulla gestione della pandemia. “Crisi come quella del Covid-19 mostrano l’importanza della solidarietà globale nel proteggere vite. Insieme!”, conclude Ghebreyesus. Biden ha già annunciato la costituzione di una task force di scienziati per combattere il Covid.

Congratulations to President-elect @JoeBiden & Vice President-Elect @KamalaHarris! My @WHO colleagues and I look forward to working with you and your teams. Crises like the #COVID19 pandemic show the importance of global solidarity in protecting lives and livelihoods. Together!

— Tedros Adhanom Ghebreyesus (@DrTedros) November 8, 2020

8:40 – Hamas, Biden inverta la politica di Trump

Un appello al presidente eletto Joe Biden affinché inverta “la politica americana ingiusta verso il popolo palestinese” è stato lanciato dal leader di Hamas Ismail Haniyeh, secondo l’agenzia Maan. Hamas imputa a Donald Trump di aver reso gli Stati Uniti ‘”complici dell’ingiustizia e della aggressione” verso i palestinesi e di aver così impedito agli Usa di mediare alcuna soluzione del conflitto. Hamas si attende che la nuova amministrazione receda dall’ ‘Accordo del secolo’ di Trump, che annulli il riconoscimento di Gerusalemme quale capitale di Israele ed anche il trasferimento della sua ambasciata.

8:30 – Cnn, Kushner parla con Trump di un possibile discorso di accettazione

Jared Kushner, il genero e consigliere di Trump avrebbe parlato con il presidente uscente della possibilità di tenere il discorso per concedere la vittoria al presidente eletto Joe Biden. A riferirlo è la Cnn che cita due fonti. Un’indiscrezione che arriva dopo che la campagna di Trump ha ancora ribadito che l’elezione “è tutt’altro che terminata” annunciando l’avvio di una battaglia legale già da lunedì.

Joe Biden presidente, Trump riceve la notizia nel campo da golf e non ci sta: “Vinceremo”

7:30 – Netanyahu, un tweet per Trump e uno per Biden-Harris

“Grazie presidente Trump per l’amicizia mostrata nei confronti di Israele e per me personalmente”, ha twittato il premier Benjamin Netanyahu quasi in contemporanea con un altro messaggio nel quale si è congratulato con Joe Biden e Kamala Harris per la loro elezione. Entrambi i tweet sono arrivati a distanza di molte ore dall’ annuncio del risultato delle elezioni rompendo così un silenzio ufficiale durato a lungo. “Grazie – ha proseguito Netanyahu – per aver riconosciuto Gerusalemme e il Golan, per aver contrastato l’Iran, per gli storici accordi e per aver portato l’alleanza Israele-Usa a vertici senza precedenti”.

Thank you @realDonaldTrump for the friendship you have shown the state of Israel and me personally, for recognizing Jerusalem and the Golan, for standing up to Iran, for the historic peace accords and for bringing the American-Israeli alliance to unprecedented heights.

— Benjamin Netanyahu (@netanyahu) November 8, 2020

Congratulations @JoeBiden and @KamalaHarris. Joe, we’ve had a long & warm personal relationship for nearly 40 years, and I know you as a great friend of Israel. I look forward to working with both of you to further strengthen the special alliance between the U.S. and Israel.

— Benjamin Netanyahu (@netanyahu) November 8, 2020

7:25 – Gantz si felicita con Biden e ringrazia Trump

Un caloroso messaggio di congratulazioni a Joe Biden e alla sua vice Kamala Harris è stato inoltrato la scorsa notte dal ministro israeliano della Difesa Benny Gantz, pochi minuti dopo la conclusione del discorso di accettazione pronunciato dal presidente eletto. Dopo aver rilevato che Biden “si è distinto già da molto tempo quale sostenitore e amico di Israele” Gantz aggiunge di essere fiducioso che egli continuerà ad approfondire “gli stretti legami di difesa fra i nostri Paesi, quali alleati nello sforzo di rafforzare la democrazia, la stabilità e la pace nel mondo”. Gantz ha anche ringraziato Donald Trump per essersi mostrato “un partner importante di Israele, impegnato per la sua sicurezza e nell’investire per il suo futuro”.

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