Il caso (di nuovo) Pio Albergo Trivulzio e la situazione delle Rsa italiane

Non è solo il Pio Albergo Trivulzio che ieri ha dato dati preoccupanti, poi ridimensionati. Sono tutte le Rsa a essere tornate luoghi di contagio in tutta Italia. Basta scorrere le cronache locali per leggere notizie di contagi all’interno delle residenze sanitarie per anziani dalla Sicilia alla Puglia passando per Veneto e Piemonte.

Il virologo Fabrizio Pregliasco, consulente del Pio Albergo Trivulzio, ha parlato dei nuovi contagi segnalati. Ieri si era parlato di 64 dipendenti e 7 residenti contagiati, ma sono stati rilevati falsi positivi tra gli ospiti.

«Sono stati ripetuti i test in un altro laboratorio, solo un ospite è risultato positivo». Anche per i dipendenti si attende la ripetizione del test, ma il contagio nella Rsa milanese è certamente tornato.

Nonostante il blocco delle visite attivo da settimane un po’ dappertutto, le residenze per anziani non sono un luogo sicuro. Il contagio sembra arrivare sempre dall’esterno. Le Rsa sono luoghi protetti, ma non del tutto separati da quello che c’è fuori. Il personale non è sempre all’interno e ci sono contatti con fornitori e consegne.

Dalla Lombardia arriva la denuncia di Valerio Zanolla, segretario generale Spi CGIL della regione. A Fanpage ha parlato di carenza di personale e di presidi medici. I contagi non sono ai livelli di marzo, ma il timore è che ci arrivino. Rispetto alla primavera non ci sono differenze territoriali. In una Rsa di Altamura, in Puglia, 29 dei 61 anziani ospiti della struttura e 9 operatori sono positivi. Treviso e Belluno segnalano dati come ad aprile. Già a metà ottobre i contagi erano in aumento nella provincia di Firenze. La zona arancione in cui è finita la Sicilia è dovuta anche alla gestione delle residenze per gli anziani, uno dei 21 parametri presi in esame per stabilire il grado di rischio.

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