Bari, cani sotto sfratto: appello per aiutare Franco e i suoi 50 randagi. “Tra pochi giorni deve lasciare il capannone-rifugio”

Una vita spesa a fianco dei suoi amici animali, che ora rischiano di finire per la strada. E perché questo non accada, si stanno mobilitando in tanti, tra associazioni animaliste e cittadini, nel tentativo di salvare il rifugio di Franco Pellegrino. A Bari è una specie di mito, soprattutto per chi si schiera a difesa dei randagi: da quasi 30 anni il signor Franco, come lo chiamano quasi tutti, si prende cura dei cani abbandonati in un capannone nella zona industriale del capoluogo senza alcun sostegno, se non i propri fondi e l’aiuto dei volontari. 

Una struttura che era abbandonata quando Franco decise di mettere in piedi il suo rifugio e che negli anni si è animato anche grazie alla rete di volontari che lo aiuta quotidianamente nella cura degli animali. Un sogno che ora rischia di concludersi anche per i 50 randagi attualmente ospitati nella struttura. La doccia fredda è arrivata quattro giorni fa con un’ingiunzione di sgombero del capannone, su richiesta dell’istituto bancario che ha ottenuto la proprietà dell’immobile.

“Gli sono stati dati 15 giorni – spiegano dall’associazione Legalo al cuore onlus – per portare via anche i cani. Per lui un vero colpo al cuore, visto che sono come figli”. Subito è scattata la rete della solidarietà, affinché il rifugio di Franco non chiudesse i battenti, ma semplicemente si trasferisse altrove. Sui social è stato pubblicato un appello: “E’ vero che le difficoltà non sono mai mancate e tutt’ora non mancano mai, perché sostentare tanti cani costa tanto in termini di tempo, fatica e soldi – si legge – Ma nonostante le difficoltà, il fatto di avere un tetto sulla testa, rimaneva un punto saldo, una realtà consolatoria. Oggi, invece, anche questa certezza è venuta meno”.

E a chiunque ha a cuore la storia del 75enne amante degli animali, sono tre le richieste: un terreno dove Franco possa creare un nuovo rifugio, un sostegno economico per trovare una soluzione alternativa oppure la disponibilità a impegnarsi ‘in presenza’ per aiutare Franco. “Non abbandoniamo ora Franco e i suoi pelosi – conclude l’appello, che conta ormai circa 1.500 condivisioni e centinaia di commenti – nessuno di loro potrebbe sopravvivere. Franco al dolore e i suoi pelosi in canile, anziani e tutti in cura, non avrebbero vita lunga”. E chi frequenta quotidianamente il capannone, assicura che la presenza dell’animalista ha anche permesso che la struttura non si trasformasse nell’ennesima discarica abusiva di rifiuti nella zona industriale.

Intanto i volontari stanno valutando tutte le alternative per evitare un triste finale. “Abbiamo contattato il nuovo sindaco di Modugno, Nicola Bonasia, visto che il terreno ricade nella loro giurisdizione – spiegano i volontari dell’associazione – Si è fortunatamente dimostrato disponibile. Speriamo che possa aiutarci a trovare una sistemazione alternativa perché Franco possa continuare la sua missione di salvaguardia dei cani randagi”.

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