Il Paese che si affida ai click day più che il bonus bici merita quello immobilità

Se ci fosse un bonus immobilità, un bonus dato al Paese più impermeabile al cambiamento, incapace di qualunque vera trasformazione digitale, l’Italia lo avrebbe vinto a mani basse. E invece siamo qui a ragionare su come sia potuto accadere l’ennesimo flop dell’Italia digitale. Per il bonus per biciclette e monopattini (fino a 500 euro), promesso a maggio.

Il sito approntato dal ministero dell’Ambiente, inaugurato questa mattina, è crollato più volte, travolto dalla prevedibili richieste. In questo momento davanti a me in fila (sì, hanno trovato il modo di creare le file anche sul web, avete capito l’idiozia???), davanti a me ci sono in fila 525 mila 355 persone, che sono lì ferme da ore, magari mentre sono in ufficio, o si occupano dei bambini, o potrebbero far altro, e non possono muoversi perché se lasci la fila, ti ricorda un avviso, “perdi il posto”, e quindi devi restare in attesa chissà per quante ore, sperando che nel frattempo non finiscano i soldi messi a disposizione per il bonus; e quando sarà il tuo turno avrai 20 minuti per caricare la documentazione augurandoti che il sito non si blocchi, come accaduto a moltissimi cittadini quando hanno inserito le credenziali di Spid, soprattutto quelle di Poste che eroga circa il 90 per cento di tutte le identità digitali, costringendoti a ricominciare daccapo. 

Senza esagerazioni, è l’ennesimo scandalo. Del quale sono responsabili i fornitori del ministero dell’Ambiente, probabilmente ricche multinazionali per come sono fatte le gare della pubblica amministrazione; e la Sogei, la società di informatica del governo. Ma più ancora è responsabile chi ha pensato che il click day fosse la soluzione più adatta e non, per esempio, quello che hanno fatto in Francia: vai, compri la bici o il monopattino, il venditore inserisce un codice e applica lo sconto. Purtroppo la via italiana all’innovazione continua ad essere ricreare sul web i meccanismi della burocrazia, mentre il digitale consentirebbe di fare le cose in maniera diversa, sconosciuta evidentemente a una classe dirigente ostinatamente analogica. 
 

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