Camerun, uccisi 8 bambini in una scuola. Il Papa: “Tacciano le armi e il Paese ritrovi la pace”

Ci volevano le parole del Papa per portare l’attenzione sul Camerun che vive uno dei drammi più ignorati del continente. Sabato, un gruppo di criminali, forse separatisti, vestiti come le forze armate camerunensi, hanno attaccato la scuola bilingue internazionale Mother Francisca della città di Kumba, uccidendo almeno otto bambini mentre erano in classe. Hanno usato armi da fuoco e machete. I ragazzi erano tutti di età compresa tra i 9 e i 12 anni. La città si trova nel Sud-Ovest del Paese, da più di tre anni teatro di scontri tra i separatisti anglofoni e le forze governative.

La scuola bilingue internazionale Mother Francisca di Kumba (reuters)
Il commando di uomini armati in abiti civili è arrivato a bordo di motociclette all’ingresso della scuola. Si sono fatti largo in una classe e hanno aperto il fuoco uccidendo i ragazzi. Dodici alunni hanno riportato ferite a causa dei colpi d’arma da fuoco o nella caduta dal secondo piano dell’edificio scolastico nel tentativo di evitarli. “Si sentivano le grida di quanti chiedevano aiuto per essere salvati”, ha riferito Le Monde che racconta le testimonianze di chi l’attacco lo ha vissuto in prima persona. I ragazzi feriti sono stati operati: alcuni di loro perderanno l’uso delle gambe”, ha detto a Le Monde Chamberlin Ntoùou Ndong, prefetto del dipartimento della Mèmè di cui Kumba è il capoluogo.
L’attacco è stato subito attribuito dalle autorità ai combattenti secessionisti che chiedono da quattro anni il riconoscimento dell’Ambazonia, il nome che gli anglofoni hanno dato alla loro regione, di cui chiedono l’autonomia dalla maggioranza francofona che fa capo al presidente in carica: l’autocrate 87enne Paul Biya. Dal 2017 negli scontri con la polizia e negli attacchi, almeno 3 mila persone hanno già perso la vita e oltre 700 mila sono dovute scappare rifugiandosi nella savana, nelle regioni francofone limitrofe e nella confinante Nigeria.

In alcuni ambienti circola il sospetto di un possibile coinvolgimento delle forze di sicurezza, che respingono invece ogni accusa e denunciano un gesto compiuto da “terroristi fuori controllo che hanno deciso di uccidere questi bambini per imporre il terrore e vietare l’istruzione come fanno da 3 anni”, secondo un ufficiale sentito da Le Monde.

La crisi nella regione anglofona è cominciata nel 2017 con il boicottaggio delle scuole e ora la progressiva riapertura viene ostacolata da alcuni separatisti. Gli anglofoni da sempre denunciano le discriminazioni subite da parte del governo centrale. Secondo il Fondo Onu per l’infanzia (Unicef), dall’inizio del conflitto anglofono più di 800 mila bambini sono stati privati dell’istruzione. L’attacco di Kumba ha scatenato la rabbia delle popolazioni contro il governo centrale: marce di proteste si sono svolte in diversità città del Camerun – Douala, Yaoundè, Bafoussam – per chiedere la fine dell’escalation di violenze ai danni dei civili e la risoluzione definitiva della guerra civile.

(reuters)

Sul massacro di Mother Francisca è intervenuto anche il segretario generale dell’Onu, António Guterres, che ha chiesto alle autorità di indagare sull’attacco e di assicurare alla giustizia i colpevoli. “Chiedo a tutti gli attori armati di astenersi da attacchi contro i civili e di rispettare il diritto internazionale umanitario e quello internazionale sui diritti umani”, sottolinea il comunicato diffuso dall’ufficio di Guterres.

Al termine dell’udienza generale nell’Aula Paolo VI papa Francesco ha espresso dolore e sconcerto per la strage: “Mi unisco al dolore delle famiglie dei giovani studenti barbaramente uccisi sabato scorso a Kumba, in Camerun. Provo grande sconcerto per un atto tanto crudele e insensato che ha strappato alla vita i piccoli innocenti mentre seguivano le lezioni a scuola. Che Dio illumini i cuori, perché gesti simili non siano mai più ripetuti e perché le martoriate regioni del Nord-Ovest e Sud-Ovest del Paese possano finalmente ritrovare la pace!”. “Auspico che le armi tacciano e che possa essere garantita la sicurezza di tutti e il diritto di ciascun giovane all’educazione e al futuro”, ha aggiunto Francesco.

Video received: Women in Bamenda, Cameroon have today led protests demanding peace, justice and an end to the Anglophone crisis.
This just days after at least 6 children were killed following an attack on a school in Kumba pic.twitter.com/tyV6sMR4zn

— Samira Sawlani (@samirasawlani) October 27, 2020

Domenica centinaia di persone hanno sfilato a lutto per le strade di Kumba per ricordare le vittime e denunciare la violenza.

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