Colombia, Bogotà: ucciso dalla polizia dopo aver violato il coprifuoco: 7 morti nelle proteste

BOGOTÀ – Sono almeno sette i manifestanti uccisi durante le proteste nella capitale colombiana Bogotà. Sono scoppiate dopo la morte di Javier Ordóñez, 46 anni, bloccato a terra e colpito con uno storditore elettrico, il taser, dalla polizia. Il video dell’incidente di due giorni fa mostra Ordóñez che implora i due agenti di smetterla: “Sto soffocando”. Era stato arrestato per presunta violazione delle regole di distanziamento previste come prevenzione del contagio da coronavirus.

Ordóñez, padre di due figli, stava per laurearsi in legge e insieme ad amici era sceso in strada perché avevano finito gli alcolici e volevano fare scorta. Il gruppo è stato fermato nel quartiere residenziale e tranquillo di Engativá, poi gli agenti hanno puntato Ordóñez. Lo hanno bloccato a terra, picchiato, colpito col taser decine di volte e infine portato in una stazione di polizia. Solo successivamente è stato trasferito in ospedale, dove è stato dichiarato morto.Bogotà, ucciso dalla polizia dopo aver violato il coprifuoco: sette morti nelle proteste

Il video dell’arresto di Ordóñez: “Soffoco”

Un video mostra Javier Ordóñez bloccato a terra da due agenti di polizia in una strada residenziale. Uno degli agenti usa ripetutamente il taser su di lui che dice “Basta per favore, basta, non più, per favore” e “Sto soffocando”. I due poliziotti non si fermano. La strada è silenziosa, l’amico che filma col telefono chiede di smettere, supplica gli agenti. “Ti sta dicendo ‘Per favore’, ti stiamo registrando, non continuare… perché continui a fargli del male se ha detto ‘Per favore’?”. L’ultima cosa si vede nel video è l’arrivo di un terzo agente.
Ordóñez è stato poi portato in una stazione di polizia locale, ma era già privo di sensi quando un dei suoi amici è arrivato chiedendo di vederlo. “Quando sono arrivato, era praticamente morto, non si muoveva. Così ho iniziato a urlare alla polizia e ho detto loro, ‘Per favore aiutatelo, portiamolo in ospedale'”, ha raccontato Juan David Uribe a Reuters Tv. Ordóñez è stato trasferito in un ospedale locale dove i medici lo hanno dichiarato morto poco dopo.Bogotà, ucciso dalla polizia dopo aver violato il coprifuoco: sette morti nelle proteste

Causa della morte, sospesi i due agenti

La causa della sua morte non è stata ancora resa pubblica, ma la cognata di Ordóñez ha detto che è stato colpito col taser 12 volte. “Ci hanno detto che una persona può sopportare più o meno quattro colpi”, ha aggiunto.

I due agenti di polizia sono stati sospesi. Il ministro della Difesa Carlos Holmes Trujillo ha detto che sarà aperta un’indagine interna e una da parte della procura. Il presidente Iván Duque ha promesso che sarà “rigorosa”.

Centinaia di manifestanti, l’inizio degli scontri

Dopo la morte di Ordóñez, le proteste sono subito esplose nel quartiere dell’arresto. Centinaia di manifestanti si sono scontrati con gli agenti davanti alla stazione di polizia dove era stato trattenuto. Poi si sono allargate a tutta Bogotà.

Più di 40 stazioni di polizia della capitale, che spesso consistono in una sola stanza, sono state attaccate, 17 date alle fiamme. Ci sono state proteste anche a Soacha, a sud di Bogotá, nella seconda città più grande della Colombia, Medellín, e nella città di Pereira. Più di 70 veicoli sono stati danneggiati, nove autobus pubblici sono stati incendiati.

Vittime delle proteste “uccise da proiettili”

Negli scontri con la polizia sono morte almeno sette persone. Il ministro della Difesa Carlos Holmes Trujillo ha detto che cinque sono state uccise da colpi di arma da fuoco e ha offerto una ricompensa a chi avesse informazioni utili per trovare gli “autori degli omicidi”. I feriti sono 248, di cui 58 hanno riportato ferite da arma da fuoco.

La sindaca di Bogotá Claudia López ha aggiunto che anche più di 100 agenti di polizia sono rimasti feriti. Non avevano avuto l’ordine di sparare, ha spiegato López, soprattutto non in modo indiscriminato, ma “ci sono prove che in alcune zone l’abbiamo fatto”.

#ColombiaLivesMatter https://t.co/vgHC4NRzBw

— Cinnamon Rolls (@kuuruba) September 11, 2020
López ha condannato quella che ha definito “inaccettabile brutalità della polizia”, ma ha anche esortato i manifestanti ad astenersi da atti di vandalismo e violenza. “Distruggere la città non metterà fine agli abusi della polizia”. Il ministro della Difesa Carlos Holmes Trujillo ha detto che 1.600 poliziotti in più saranno schierati a Bogotá per affrontare le proteste.Bogotà, ucciso dalla polizia dopo aver violato il coprifuoco: sette morti nelle proteste

L’indignazione social, hashtag #ColombiaLivesMatter

Sui social network il video di Ordóñez che viene colpito col taser è stato condiviso migliaia di volte con l’hashtag #ColombiaLivesMatter. Molti paragonano ciò che è accaduto a Ordóñez al caso George Floyd, la cui morte durante la custodia della polizia negli Stati Uniti ha provocato un’ondata di proteste contro la brutalità della polizia.

Disparan a una mujer desarmada, luego corren más de 10 hacia ella, con escudos y palos la rematan, luego la arrastran como un perro.
ESTAMOS BAJO UN RÉGIMEN FASCISTA, NO PODEMOS CALLAR ????#PoliciaNacionalParenDeMatar #ColombiaDespierta #BogotaEnLlamas #ParoNacional pic.twitter.com/nf6kaJVcNY

— Juan Villalobos F (@JuancoVillaCdlm) September 11, 2020

Polizia violenta, precedenti in Colombia

Secondo la sindaca López, quest’anno ci sono state 137 denunce per violenza della polizia a Bogotá. López ha sollecitato le indagini su tutte le denunce.

Già lo scorso novembre, decine di migliaia di persone erano scese in piazza in memoria di Dilan Cruz, uno studente morto dopo essere stato colpito da un proiettile sparato dalla polizia antisommossa durante una protesta antigovernativa.

Nel 2011 c’era stata invece una grande manifestazione dopo che uno street artist di 16 anni era stato ucciso dalla polizia dopo aver dipinto un graffito azzurro su un ponte. L’agente che lo aveva ucciso era stato condannato a 37 anni di carcere nel 2016.

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