A Verona il Festival della Bellezza, ma parlano solo gli uomini

Ci risiamo. Nonostante da diverso tempo la parità di genere sia al centro del dibattito, continuano a manifestarsi situazioni in cui le donne, in diversi ambiti: dalla politica alla letteratura, sono messe in disparte. Certamente non ricevono (molto spesso) lo stesso trattamento dei loro colleghi maschi.

L’ultimo caso è quello del Festival della Bellezza in programma a Verona, dove in cartellone a parlare di «Eros e Bellezza”, su circa 24 ospiti maschi compaiono solo due donne, di cui una sola invitata come ospite, l’attrice Jasmine Trinca.

L’altra quota rosa è affidata alla  pianista Gloria Campaner, che accompagnerà Alessandro Baricco nel suo intervento. Naturalmente il programma non è passato inosservato. «La quota media di partecipazione femminile ai programmi dei festival italiani degli ultimi dieci anni non supera infatti quasi mai il 15%, ma spesso è inferiore, fino ai casi dove si azzera del tutto», scrive Michela Murgia su La Repubblica, commentando l’accaduto.

Gli organizzatori del Festival sono corsi ai ripari, spiegando come in realtà le donne siano state invitate ma impossibilitate a partecipare a causa della pandemia. Diciamolo, un po’ troppo ingenua come spiegazione. Michela Murgia, come diverse intellettuali, ha passato la palla agli ospiti che hanno confermato la loro presenza, tra cui: Mogol, Bennato, Morgan, Sgarbi, Galimberti, Serra, Morandi, Boni, Cacciari, Bollani, Buffa, Tranquillo e Dix. «Ovviamente a nessuno di loro è stato detto: vieni, non c’è nemmeno una donna, ma immagino che nessuno di loro abbia detto a sua volta: se non c’è nemmeno una donna non vengo. Avrebbero dovuto dirlo? Forse».

Per ora nessuno di loro ha accolto l’invito, anzi Mogol ha criticato l’eccessiva ondata d’indignazione per l’accaduto. «Non sono d’accordo con le polemiche che si sono scatenate. Si deve ragionare in base ai valori espressi dalla manifestazione, in cui credo si parli di bellezza in senso generale, non penso fosse obbligatorio metterci donne, non è il criterio di scelta giusto in questa occasione. Allora se fossero state tutte donne si sarebbe parlato di scelta femminista? Non credo», ha detto ad Adnkronos.

Un ulteriore critica è arrivata da Maggie Taylor, autrice della donna (praticamente l’unica) presente nella locandina scelta dal Festival, che non era stata messa a conoscenza dell’utilizzo della sua immagine. L’ha scoperto grazie alla segnalazione di un suo fan e adesso il Festival sembra aver deciso che cambierà la locandina.

 

 

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