Le Borse di oggi, 3 settembre. Il tonfo di Wall Street spinge in rosso anche i listini Ue

MILANO – Le Borse europee chiudono in ribasso, dopo una mattinata positiva, appesantite dalle forti vendite che colpiscono Wall Street, fresca degli ennesimi record di questa fase esuberante dei mercati. Sono in particolare le azioni tecnologiche, proprio quelle che avevano alimentato i continui picchi del Nasdaq nelle ultime settimane, a finire in profondo rosso per le prese di profitto degli investitori. Quando terminano gli scambi europei, il listino dello S&P500 si mette in rotta per la peggior seduta dal giugno scorso: l’indice cede il 3,5 per cento. Fa ancora peggio il Nasdaq, che cede fino al 5%: non si vedeva da marzo. I protagonisti della cavalcata post-lockdown, da Amazon ad Apple passando per Microsoft e Facebook, tutti accusano ribassi. Passivo significativo anche per il Dow Jones: -2,2 per cento.

Come spesso accade, in una sola giornata sembrano materializzarsi molti dei dubbi sulle valutazioni espresse dal mercato finanziario, spinto dagli atteggiamenti super accomodanti della Banche centrali, nonostante i contraccolpi pesantissimi dalla pandemia: dai minimi di marzo, lo S&P500 ha segnato un guadagno del 60 per cento. Onestamente, commenta Alec Young di Tactical Alpha a Bloomberg, “maggiore è la correzione del comparto tecnologico, più salutare è per l’intero mercato. Le valutazioni erano troppo tirate”.

Milano chiude così la seduta in calo dell’1,54%, dopo aver passato una mattinata in convinto rialzo. A Piazza Affari si registra il cda di Atlantia, la holding della famiglia Benetton che controlla Autostrade per l’Italia: via libera alla creazione della newco per scorporare Aspi e far entrare la Cdp. Da segnalare anche l’ok della Bce alla Bper per rilevare sportelli in eccesso da Intesa Sanpaolo post-integrazione con Ubi Banca: 532 filiali e i connessi clienti. In evidenza Mediaset dopo che la Corte di giustizia Ue ha dato ragione a Vivendi giudicando illegittima la legge Gasparri in base alla quale Agcom le ha imposto di scendere sotto il 10% del Biscione. Anche le altre Borse del Vecchio continente segnano un indebolimento dopo aver sfiorato il +2% in mattinata: Francoforte segna alla fine un passivo dell’1,42%, Londra dell’1,48% mentre la sola Parigi risce a tenere botta (-0,4%) dopo i nuovi piani di supporto all’economia.

La Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta in rialzo, questa mattina: il Nikkei 225 ha archiviato la giornata con un guadagno dello 0,94% a 23.465 punti, mentre il più ampio Topix è avanzato dello 0,48% a 1631 punti.

La tensione finale si è riverberata anche sui titoli di Stato: chisura in rialzo per lo spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi. Il differenziale si è attestato a 153 punti. Sale all’1,06% il rendimento dei titoli italiani.

Sul mercato dei cambi, l’euro si è risollevato dai minimi di giornata sotto la soglia di 1,18 dollari, ma resta distante dal top di 1,2012 segnato due giorni da. La moneta unica passa di mano a 1,1813 dollari (1,1861 ieri in chiusura). Un euro vale inoltre 125,39 yen (126,00), mentre il rapporto dollaro-yen è a 106,15 (106,16). Secondo gli analisti di Unicredit, le parole del capoeconomista della Bce, Philip Lane, secondo il quale il cambio “conta” per determinare le stime macroeconomiche, hanno dato l’opportunità di qualche presa di beneficio ma il trend di fondo è sempre di un rafforzamento della divisa unica. Dal Ft rimbalzano inoltre le preoccupazioni del board Bce sul possibile impatto sulle stime di inflazione.

Dagli Usa arrivano dati migliori del previsto sul mercato del lavoro: calano infatti e tornano sotto il milione le richieste di nuovi sussidi di disoccupazione. Le domande sono state 881.000 contro quota 1,006 milioni della settimana precedente (-130.000). Il dato è meglio delle aspettative degli analisti che si attendevano quota 1 milione.

Dagli indicatori Pmi dei servizi arrivano segnali negativi. L’indice costruito intervistando i direttori agli acquisti delle aziende segna un calo in Italia a 47,1 punti ad agosto, sotto la soglia di 50 che separa la contrazione dall’espansione economica. Anche in Germania si registra un peggioramento, ma sempre in terreno positivo a 52,6 punti, mentre in Francia la contrazione porta il Pmi in zona retrocessione con 49,8 punti. Stesso livello per l’indicatore del complesso dell’Eurozona. A luglio 2020, mese di allentamento delle misure di contenimento legate al Covid-19, il volume delle vendite del commercio al dettaglio è diminuito dell’1,3% nell’Eurozona e dello 0,8% nell’Ue-27, rispetto al mese precedente, secondo le stime di Eurostat.

“In questo momento, l’attenzione dovrebbe essere sulla ripresa economica. Una volta che la ripresa è saldamente in atto, invece di tornare semplicemente al business as usual, i governi dovrebbero cogliere l’opportunità di costruire un’economia più verde, più inclusiva e più resiliente”, il commento di Pascal Saint-Amans, Direttore del Centro Ocse per la politica fiscale, presentando il rapporto Tax Reforms 2020, in cui si analizzano le politiche messe in campo dai vari Paesi per fronteggiare l’impatto del coronavirus. “Un percorso che dovrebbe essere ritenuto urgentemente prioritario è la riforma della tassazione ambientale e politiche fiscali che affrontino le disuguaglianze”.

Tra le materie prime, infine, il petrolio in calo a New York, dove le quotazioni perdono l’1,90% a 40,72 dollari al barile.

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