Perché la pizza è come una droga?

Adesso sappiamo perché la pizza è tra gli alimenti più amati e consumati al mondo. Secondo un team di ricercatori dell’Università del Michigan la pizza è il cibo in cima alla classifica di quelli che danno più assuefazione, proprio come se si trattasse di una droga alimentare. Per gli scienziati, la pizza sarebbe infatti il cibo che meglio sposa grassi, carboidrati e sale, tutti ingredienti che il nostro corpo cerca e che attivano il circuito cerebrale della ricompensa.

 

aumento di Dopamina. Tra gli ingredienti della pizza, ha un ruolo importante anche la caseina, la proteina del latte che durante la digestione rilascia le caseomorfine, che agiscono sui ricettori della dopamina, l’ormone del piacere e della ricompensa, aumentandone la produzione.

 

Focus D&R 65

Poi, a rendere la pizza la regina delle tavole, contribuiscono ovviamente anche gli aspetti psicologici. Tanto per cominciare, i suoi colori e i suoi profumi sono particolarmente adatti a coinvolgere il nostro cervello, ma un ruolo non secondario va cercato nell’istintivo abbinamento che facciamo tra la pizza e i momenti piacevoli in compagnia degli amici.

 

gelati e patatine fritte. Per tutti questi motivi, nella classifica dei cibi che danno una sorta di dipendenza, la pizza sembra superare persino la cioccolata. A seguire, si trovano poi patatine, biscotti e gelato, cibi non sempre in cima alla lista dei cibi più sani per chi cerca un’alimentazione bilanciata, ma in grado di innescare nel cervello potenti meccanismi di ricompensa.

Il teorema della pizza: come tagliare una margherita senza far torto a nessuno

Va anche detto che una Margherita cucinata con ingredienti freschi, fa anche bene: secondo i nutrizionisti è un ottimo cibo perché è completo di carboidrati dai cereali, proteine dal formaggio e antiossidanti e fibre dal pomodoro. È insomma uno dei tanti piatti che seguono i dettami della dieta mediterranea (come è spiegato in un articolo di Focus 335).

 

i divoratori. I maggior mangiatori di pizza al mondo sono gli americani. Negli Stati Uniti se ne sfornano quasi 900 milioni l’anno, ovvero 13 kg a testa contro gli 8 kg scarsi degli italiani (in Italia, al primo posto, resiste la pasta). D’altra parte, come osserva Enzo Spisni, docente di fisiologia della nutrizione dell’Università di Bologna, «pur essendo il simbolo della cucina italiana, la pizza non fa parte della vera tradizione. Cento anni fa il suo consumo era limitato, e certo meno diffuso nell’area del Mediterraneo rispetto a quello di cous cous o paella».

 

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