Ruffino: possiamo uscire rafforzati dalla crisi Covid

bilanci e strategie

Dop un ottimo bilancio 2019 per l’azienda toscana controllata da Constellation Brands, per il dg il 2020 avrà segno meno «ma non da panico»

di Silvia Pieraccini

default onloading picLa tenuta Ruffino di Poggio Casciano

Dop un ottimo bilancio 2019 per l’azienda toscana controllata da Constellation Brands, per il dg il 2020 avrà segno meno «ma non da panico»

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Nel mondo del vino investito dalla crisi dell’export e dei consumi legata al Covid-19, c’è anche chi non vede solo nero: «Saranno momenti difficili, in cui tante aziende forse non ce la faranno, ma noi pensiamo di uscire rafforzati da questa crisi», annuncia Sandro Sartor, direttore generale di Ruffino, l’azienda vinicola con sede a Pontassieve (Firenze) che è uno dei marchi più conosciuti negli Usa, e che fa capo al colosso americano delle bevande Constellation Brands.

Ruffino ha appena archiviato un bilancio 2019 da record: 33,5 milioni di bottiglie vendute, in crescita del 21% come i ricavi, arrivati a 133,2 milioni di euro, per il 91% realizzati all’estero in 90 Paesi (il primo mercato sono gli Usa). Il margine operativo lordo (ebitda) è stato di 22 milioni, salito del 14%, mentre l’utile netto è di 12,4 milioni (+17%) e sarà portato, come avviene quasi tutti gli anni, a riserva.

Ora, terminata la fase di lockdown causata dall’epidemia di coronavirus e riaperte le linee di imbottigliamento, l’azienda guarda al futuro consapevole della sua forza: «I 30 milioni di disoccupati americani fanno tremare i polsi – ha spiegato Sartor in una conferenza stampa via web – ma speriamo di veder ripartire i mercati, anche se lentamente. Nel 2020 il nostro fatturato calerà, ma il segno ‘meno’ non sarà da panico». L’Italia in questi ultimi due mesi «ha segnato -50%» e i mercati esteri «hanno fatto -20%, eccetto il Canada che sta registrando crescite».

Con le spalle solide, Ruffino « n on ha necessità di aderire alla distillazione di crisi per eccesso di stock in magazzino» (anche se la misura è considerata utile per togliere le eccedenze) e, pur avendo pensato più volte di mettersi a produrre alcool per gel igienizzanti (come stanno facendo altre aziende vinicole), ha accantonato l’idea quando ha capito che era necessario adeguare le proprie linee produttive.

Se il lavoro in vigna in questi mesi non si è mai fermato, ora a segnare la ripartenza completa ci sarà la prossima riapertura del ristorante aziendale a Poggio Casciano, sulle colline fiorentine, insieme con quella del resort rurale, che si affiancano agli investimenti digitali per il lancio di nuovi prodotti come il vino rosato nato sulla costa della Maremma ‘Aqua di Venus’ e il vermouth e l’amaro della linea ‘Antica ricetta’.

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