La Formula 1 torna a Spa e omaggia Hubert. Leclerc: “Difficile rimettere piede qui”

Spa, un anno dopo Anthoine Hubert. La F1 torna sulla pista del dolore: il 31 agosto 2019 il pilota francese, 22 anni, moriva in Belgio dopo un incidente che coinvolse più vetture durante la gara di F2. La sua Arden, finita contro le barriere e rimbalzata al centro pista sulla curva Raidillon dopo aver urtato Ralph Boschung che rallentava per evitare a sua volta la Trident di Giuliano Alesi, viene colpita in pieno da Juan Manuel Correa che arrivava a tutta velocità. Per Anthoine, le speranze si spengono immediatamente. Per l’americano cittadino dell’Ecuador, 21 anni, il coma, danni ai polmoni e molte operazioni per ricostruire la gamba destra di cui ha voluto evitare l’amputazione. In questi giorni Correa è a Spa, sul luogo del dramma, invitato dalla F2 e con l’idea di tornare presto, già dall’anno prossimo, in macchina: “Per me essere qui è un modo di chiudere un capitolo, ma anche per rendere omaggio ad Anthoine”.
Leclerc: “Mi dissero: vinci per lui”
Al ragazzo che amava la velocità, compagno di corse di molti, tutti hanno dedicato un pensiero e un ricordo alla vigilia del 7° Gp della stagione che dà inizio a un altro trittico, con le due gare italiane di settembre, il 6 a Monza che ha annunciato il prolungamento di un anno, fino al 2025, del proprio contratto, e a seguire il 13 l’esordio del Mugello, pista di proprietà di Maranello, dove la Ferrari festeggerà il suo millesimo Gp. Si  inizia nella foresta delle Ardenne, piena di simboli più del solito: le spille a forma di stella col numero 19, quello di gara di Anthoine che è stato ritirato dalla F2, prodotte dalla Renault e che molti hanno appeso alle magliette; il minuto di silenzio programmato sabato prima della F2 e domenica per la F1, con tutte le macchine che avranno un ricordo per il francese; i fiori lasciati sulla curva Raidillon da Pierre Gasly (“Ancora non riesco a crederci, le immagini mi tornano nella testa e non riesco a farmene una ragione. Ci manchi, mi manchi Anthoine. Spero possiamo renderti orgoglioso da lassù. Per sempre nei nostri cuori fratello”), i ricordi del ferrarista Charles Leclerc, che l’anno scorso a Spa fece la pole e vinceva la sua prima gara al dedicandola proprio all’amico francese: “Il mio primo pensiero è rivolto ad Anthoine e non ad altro, è sempre difficile tornare qua. L’anno scorso fu un sabato difficile, sapemmo che Anthoine era morto e Pierre Gasly mi disse che dovevo vincere per lui. Non facile. Era la prima volta che correvo nello stesso circuito dove era morto un amico. Ma sono stato orgoglioso di riuscirci e di dedicargli la vittoria”.

Vettel senza certezze sul futuro
Vigilia diversa dalle altre, in Belgio. Molti i temi di mercato, anche se i più interessanti rimangono insoluti. Sebastian Vettel, che chiuderà con la Ferrari alla fine della stagione, ripete di non avere novità sul proprio avvenire: “Non ho aggiornamenti, potete fare copia e incolla delle mie parole su questo argomento dall’ultima conferenza stampa precedente”. Sembrava imminente un suo accordo con la Racing Point, ma Sergio Perez che dovrebbe lasciargli il sedile, si è detto sereno che per lui niente cambierà: “Penso che sia una questione di tempo, non vediamo il motivo per cui dovremmo cambiare qualcosa”.  Non dovrebbe cambiare la prospettiva con la Mercedes del sei volte campione del mondo e leader del campionato, Lewis Hamilton. Ma il rinnovo ancora non è stato annunciato: “Nelle ultime due occasioni ho potuto imparare molto durante le trattative e ogni volta cerco di migliorarmi anche in questo. Prima di tutto bisogna capire se i valori e gli obiettivi sono allineati nel team, anche se su questo non ci sono dubbi. Poi si arriva alle domande più impegnative. Io e Toto Wolff ci conosciamo da anni e dobbiamo ancora sederci definitivamente a discutere questi aspetti. Poi, gli offrirò una tequila. Anzi, credo che sia meglio offrirgliela prima di iniziare a discutere del contratto”.

Hamilton: “Fiero dei giocatori Usa, ma non boicotteremo”
Hamilton non scherza invece quando affronta il tema delle nuove proteste in America contro le violenze razziste dopo il caso Blake. In F1 è stato ed è il primo portavoce di Black Lives Matter dopo la morte di Floyd, guidando l’iniziativa di inginocchiarsi prima della gara: “Credo che sia incredibile quello che sta accadendo negli Stati Uniti. Ci sono tante persone che sono accanto ai giocatori che spingono per il cambiamento. Sono fiero di quello che stanno facendo i giocatori e colleghi americani e sono al loro fianco. Non so se faremo qualcosa per la gara, e se farlo qui in Belgio avrebbe lo stesso effetto, non boicotteremo. Dobbiamo parlarne insieme, essere allineati e sostenerci”.

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