«Il suo corpo è compromesso da morsi d’animali»

Non sono arrivati risultati certi l’autopsia sui resti del piccolo Gioele Mondello. Il consulente legale della famiglia, Giuseppina Certo, ha spiegato: «Il suo corpo è compromesso da morsi di animali». Il biologo forense Salvatore Spitaleri ha confermato: «Sullo stato delle ossa di Gioele hanno agito animali, figuratevi le condizioni».

L’autopsia è terminata poco prima delle 14 dopo circa quattro ore. Già la Tac aveva individuato piccole pietre che potrebbero essere utili per stabilire luogo e ora della morte.

Per avere dati certi serviranno però altre analisi. «Verranno eseguiti ulteriori accertamenti in quella zona» ha detto l’avvocato Pietro Venuti, legale della famiglia Mondello.

«C’è una fauna entomologica, vicino ai resti del piccolo Gioele, che occorre analizzare. Finchè questo tipo di mosche non verranno analizzate nel laboratorio, non possiamo dire nulla» ha spiegato il professor Stefano Vanin, consulente della procura. Aggiunge Daniela Sapienza, perito della Procura di Patti, al termine dell’autopsia: «Se esiste una ferita di arma da taglio sul corpo del piccolo Gioele non lo possiamo dire, non abbiamo la possibilità di fare una valutazione del genere. Non abbiamo concluso le analisi e non possiamo sapere se c’è un riscontro del genere».

La famiglia Mondello, con Claudio, legale e cugino del padre di Gioele, torna sul caso dei droni: «Quando ci hanno detto che impiegavano i droni non abbiamo pensato che utilizzavano le immagini dopo due settimane, ma in tempo reale, che stavano facendo una ricerca attiva. Con certezza il ritardo anche solo di un secondo relativo ad un elemento di prova determina un deterioramento. Forse si potranno ventilare una pluralità di ipotesi alternative, ma l’elemento che mi interessa cioè la certezza assoluta senza dubbio escluso che si possa raggiungere sulla scorta degli elementi che si hanno».

Secondo il legale della famiglia è impossibile che nessuno nella zona si sia accorto di nulla. «Anche il cadavere di Viviana era a 15-20 metri da una proprietà recintata è impossibile che nessuno abbia visto, anzi sentito, alcunché». Il corpo del bambino, sempre secondo l’avvocato, sarebbe stato trascinato nel luogo dove poi è stato ritrovato.

L’indagine riparte anche dalle tracce ritrovate nella Opel Corsa di Viviana Parisi. Il piccolo Gioele potrebbe essere rimasto ferito in modo grave nell’incidente in galleria e sarebbe morto nel bosco, durante la fuga della madre. Lei si sarebbe poi suicidata. Questa è un’ipotesi, aperta come le altre.

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