Massimiliano Boggetti, in montagna per imparare a scalare se stessi

default onloading pic

2′ di lettura

Una raffica di vento, una roccia che rotola via, il tempo che cambia, un incidente tuo o di un altro. L’imprevisto è all’ordine del giorno, fa parte del gioco e in qualche modo è anche il suo bello. Per questo in montagna ci vuole consapevolezza, rispetto, attenzione e tanta preparazione. A volte anche mesi per studiare e allenarsi per una via se si decide di andare senza guide, come fa Massimiliano Boggetti, presidente di Assobiomedica e country manager di Sebia, che preferisce andare in solitaria con i suoi due figli Filippo (18 anni) e Giulio (14 anni). Certo per portarli con sé ha dovuto ripartire da vie più semplici, ma crescere insieme è stata una sfida e anche una soddisfazione, quando sei lì e guardi tuo figlio capocordata tenere duro fino all’ultimo anche in caso di incidenti. Come è successo sulla via delle Roccette sul Monte Zerbion in Val D’Ayas, quando Filippo si è infortunato a una mano e una volta medicato ha terminato la scalata da primo. Perché la montagna è formazione: impari il rispetto per la sfida, il senso di sacrificio, l’impegno e la gioia di arrivare in vetta.

E non manca l’adrenalina, quella scossa che ti scende lungo la schiena e ti fa sentire vivo. E poi c’è la fiducia: tu metti la tua vita nelle mani dei tuoi compagni e loro fanno lo stesso con te. E quando questo capita con i propri figli, crea legami che vanno oltre la quotidianità, fatti di senso di responsabilità e protezione. E la condivisione inizia dalla progettazione: la preparazione tecnica , la scelta della via, dei materiali adatti, dell’approccio. Qualcosa che si pregusta e poi si conquista. Ed è la spinta che ti fa uscire ancora con il buio con la lampada frontale, per poi fare l’avvicinamento mentre albeggia e scalare con la luce del sole che ti illumina il viso. E in un’attimo l’attivismo delle giornate di lavoro si incanala in un nuovo obiettivo, l’aria diventa sempre più fine, sei tu e la tua forza, la determinazione, l’energia nelle braccia e nelle gambe.

«La montagna mi ha formato, mi ha insegnato a scalare me stesso, anche sul lavoro, come diceva il grande scalatore Walter Bonatti» chiosa Boggetti, per il quale la passione è condivisione. Così sarà proprio la montagna la protagonista di una manifestazione sportiva non competitiva organizzata da Assobiomedica e dalle aziende associate per i ragazzi del Dynamo Camp, dai 6 ai 17 anni con patologie gravi e croniche sia in terapia che in fase di post ospedalizzazione. Con loro l’arrampicata diventerà strumento di conquista. E non solo di una vetta.

Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia Romagna Friuli Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Trentino Alto Adige Umbria Valle d’Aosta Veneto Italia Agrigento Alessandria Ancona Aosta Arezzo Ascoli Piceno Asti Avellino Bari Barletta-Andria-Trani Belluno Benevento Bergamo Biella Bologna Bolzano Brescia Brindisi Cagliari Caltanissetta Campobasso Carbonia-Iglesias Caserta Catania Catanzaro Chieti Como Cosenza Cremona Crotone Cuneo Enna Fermo Ferrara Firenze Foggia Forlì-Cesena Frosinone Genova Gorizia Grosseto Imperia Isernia La Spezia L’Aquila Latina Lecce Lecco Livorno Lodi Lucca Macerata Mantova Massa-Carrara Matera Messina Milano Modena Monza e della Brianza Napoli Novara Nuoro Olbia-Tempio Oristano Padova Palermo Parma Pavia Perugia Pesaro e Urbino Pescara Piacenza Pisa Pistoia Pordenone Potenza Prato Ragusa Ravenna Reggio Calabria Reggio Emilia Rieti Rimini Roma Rovigo Salerno Medio Campidano Sassari Savona Siena Siracusa Sondrio Taranto Teramo Terni Torino Ogliastra Trapani Trento Treviso Trieste Udine Varese Venezia Verbano-Cusio-Ossola Vercelli Verona Vibo Valentia Vicenza Viterbo