Fuoriporta con Fellini e bioetica

ravenna Festival

In un itinerario di incontri si alternano anche omaggi agli “eroi” di Romagna Tonino Guerra, l’Artusi e al grande regista riminese

di Angelo Curtolo

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In un itinerario di incontri si alternano anche omaggi agli “eroi” di Romagna Tonino Guerra, l’Artusi e al grande regista riminese

2′ di lettura

Trebbo, italianizzazione del romagnolo trébb, ha nobili natali: dallo stesso termine latino trivium non solo deriva trebbio – l’incrocio di tre vie e, per metonimia, la conversazione di chi si incontra a quell’incrocio – ma anche trivio, che in epoca medievale designava le tre arti liberali della grammatica, retorica e dialettica o filosofia.

Il trebbo

Il trebbo, in Romagna, è tutto questo: incontro, confronto, occasione sociale ed intellettuale, condivisione di idee e incrocio di culture e sensibilità. Quale città ne poteva diventare capitale, se non Cervia? Ecco allora il progetto Per l’alto sale – Il Trebbo in musica 2.0, nove appuntamenti, un itinerario di incontri alternando omaggi agli “eroi” di Romagna – Tonino Guerra, l’Artusi, Fellini – alle voci contemporanee.

Apertura il 22 con un Omaggio a Tonino Guerra: con la voce di Ivano Marescotti e il contrappunto musicale di Paolo Damiani al contrabbasso e live electronics. Il 24 si celebrano invece i duecento anni dalla nascita di Pellegrino Artusi, l’autore del celebre La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene. Il 28 giugno è la volta di Fellini, attraverso le musiche di Nino Rota per i suoi film, con l’Italian Jazz Orchestra.

Dall’identità culturale della Romagna a quella europea, con Paolo Rumiz che svelerà quell’Europa che viene da Oriente, in un percorso anche musicale con il flauto di Fabio Mina.

Per quattro giovedì il Festival ci farà riflettere su grandi temi della nostra epoca. A partire da quello della salute e della bioetica, il 25 giugno con la conversazione Pandemia, salute circolare e informazione fra Ilaria Capua e Gad Lerner, assieme al jazz di Gianluca Petrella al trombone, al vibrafono Pasquale Mirra. Il 2 luglio l’architetto Stefano Boeri converserà su Architettura e Natura; assieme a due jazzmen come Paolo Fresu (tromba) e Daniele Di Bonaventura (bandonenon). Dall’ecosostenibilità alla riscoperta di donne che hanno fatto la storia, cambiando le regole di un gioco quasi esclusivamente maschile. L’incontro del 9 luglio è infatti con Melania Mazzucco e il suo L’architettrice, al pianoforte la jazzista Rita Marcotulli. Il 16 luglio il reading di Massimo Gramellini Prima che tu venga al mondo, una lettera al figlio che è anche un inno alla paternità e un delicato ritratto del rapporto fra generazioni; musiche di Virginia Guastella.

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