Saline e chiese antiche, un mercato kolossal e la spiaggia: i segreti di Cagliari la bianca

«Improvvisamente ecco Cagliari: una città nuda che si alza ripida, ripida, dorata, accatastata nuda verso il cielo dalla pianura all’inizio della profonda baia senza forme. È strana e piuttosto sorprendente, per nulla somigliante all’Italia. La città si ammucchia verso l’alto, quasi in miniatura, e mi fa pensare a Gerusalemme: senza alberi, senza riparo, che si erge spoglia e fiera, remota come se fosse indietro nella storia. Ci si chiede come abbia fatto ad arrivare là». Erano i pensieri di David Herbert Lawrence (nel libro Mare e Sardegna del 1921) che oggi si meraviglierebbe, invece, della vivacità che il capoluogo sardo ha saputo creare, insieme al fermento culturale. Non più come un luogo di passaggio, uno scalo aeroportuale per raggiungere le località più famose di mare, ma una destinazione da vivere come meta di vacanza di più giorni.

Per coglierne la vera essenza di questa città, chiamata “la bianca”, basta allontanarsi di pochi metri dal circuito turistico tradizionale, alla scoperta di luoghi e prospettive meno scontate, seguendo l’invito incoraggiante delle persone: “Ajò”, andiamo. Per cominciare l’ideale è una passeggiata al mattino (tranne di domenica) al mercato civico di San Benedetto, a dieci minuti dal centro, il più grande mercato al coperto di Italia (ottomila metri quadrati di esposizione su due livelli e oltre trecento espositori), che stupisce per ricchezza e varietà. Qui si partecipa a una vera e propria esperienza sensoriale in una girandola di colori e profumi, con mille assaggi e voglia di acquistare di tutto. Un intero piano è dedicato ai banchi del pesce: ritmiche e armoniose le movenze dei venditori nel tirar fuori dalle casse pesci di ogni varietà, soprattutto i gamberi di Villasimius, di cui il territorio va orgoglioso, ma anche gamberi viola e molto altro. Salendo al primo piano si apre il mondo dei banchi della frutta e della verdura, ma anche delle panetterie con dolci e salati della tradizione. Da assaggiare i “coccoi prena”, tortini tipici dell’Ogliastra che conservano tutto il gusto fresco della menta nel ripieno morbido di patate e pecorino. Non mancano i venditori di souvenir fatti a mano: si possono trovare anche i coltelli Pattadesa, pezzi unici da collezione (manici in corno di muflone), che prendono il nome dal paese che li produce, Pattada (in provincia di Sassari), e spesso sono decorati con figure che rappresentano la fauna sarda.
Saline e chiese antiche, un mercato kolossal e la spiaggia: i segreti di Cagliari la bianca

Poetto

Siamo nel quartiere di Villanova, un vero paese all’interno della città, uno dei quattro storici. In tempi lontani era tutta campagna e vigneti e considerato la prima periferia al di fuori delle mura, dove abitavano i contadini e gli artigiani. Oggi è un quartiere vivo e pieno di energia. Quella che potrebbe essere un’abusata cartolina, è sempre una visione magica, nella sua perfezione estiva: stretti e lunghi vicoli, case basse dalle diverse tonalità pastello, balconi o scalinate ricche di fiori, i panni stesi alle finestre che ondeggiano al sole. Meravigliosi odori provengono dalle porte socchiuse e inebriano i sensi dei passanti, come canti di sirene. Sorprende la quiete di questo quartiere, avvolge e contagia. Sembra di trovarsi di fronte all’elogio della lentezza, un invito a prendersi tutto il tempo che si desidera e a godere di un’atmosfera rilassante ma senza correre il rischio di annoiarsi. Di qua e di là si aprono numerose botteghe artigiane, piccoli angoli verdi di piante e anche una villa settecentesca: villa Vivaldi Pasqua, un unicum perché è la sola rimasta tra le ville suburbane realizzate a Cagliari alla fine del ‘700 (visite su prenotazione www.villavivaldi.it). Era utilizzata dalla famiglia Vivaldi come residenza estiva, o come casino di caccia. Attorno, una vasta zona ricca di orti e di vigneti. Dall’esterno sembra un semplice palazzo signorile, ma al suo interno la costruzione porta i segni del tempo e conserva il fascino autentico della villa di campagna: arcate a tutto sesto, nicchie dalla facciata in stile barocco piemontese, stucchi con lo stemmo della casata, e un ampio giardino con sfumature verdi Botticelliane. Sulla porta un bassorilievo raffigurante un moro incatenato che si dibatte fra le onde, ricordo della lotta con i pirati che infestavano le coste della Sardegna. Gli affreschi, invece, riproducono tutto quello che si ritrova in natura , uccelli, fiori.

Accanto ai luoghi naturali, nel quartiere, ci sono anche quelli dello spirito, come la Basilica di San Saturnino patrono della città (fu marterizzato sotto Diocleziano nel 304 d.C. e si festeggia il 30 ottobre). In piazza San Cosimo è la più antica chiesa del capoluogo, a croce greca, con le sue bianche candide pietre, costruita in stile bizantino-protoromanico tra V e VI secolo. Insieme alla vasta necropoli, sopra cui è sorta, è uno dei più importanti complessi paleocristiani del Mediterraneo (ingresso libero dal giovedì al sabato; per tour guidati Arasolè, arasole.com). Gli scavi hanno portato alla luce sepolture di età romana e bizantina e si resta impressionati dall’estensione dell’area funeraria. A pochi metri, palazzo Doglio, edificio degli anni Venti, fresco di un progetto di riqualificazione urbana, edilizia e ambientale, con una serie di interventi di valorizzazione dei beni storico-monumentali che ne delimitano l’intera area  (si estende da via Nuoro fino al parco delle Rimembranze). Antico e moderno, cultura e arteficio, arte e paesaggio si fondono in questo straordinario lavoro che fa rinascere uno degli angoli più celati di Cagliari. Ne fa parte una scenografica corte che ospita cicli di scultura contemporanea, al cui centro spicca una fontana. Intorno ballatoi, loggiati in stile liberty, fregi ispirati all’Art Nouveau e i colori tipici locali per creare un effetto di sorprendente luminosità, ispirata al sole sul tufo delle facciate di Castello, un altro dei quartieri noti e punteggiato dalle torri medievali di San Pancrazio e dell’Elefante. Recuperato anche l’antico teatro che un tempo ospitò la redazione del giornale Nuovi Orientamenti e successivamente una tipografia. Un piccolo gioiello, senza la facciata sfarzosa che caratterizza i teatri, ma uno stile semplice e sobrio, con annesse balconate. A completare l’offerta, l’elegante hotel di Palazzo Doglio, primo esempio di ospitalità di lusso, unico membro della prestigiosa The Leading Hotels of the World in città, una spa aperta anche ai non ospiti (per loro un’entrata riservata), l’Osteria del Forte per un brunch o anche una semplice colazione.
Saline e chiese antiche, un mercato kolossal e la spiaggia: i segreti di Cagliari la bianca

Palazzo Doglio

“L’idea è quella di dialogare con i turisti e i cittadini, dice Dino Mitidieri, General Manager, attraverso il primo esercizio virtuoso che vede collaborare fianco a fianco pubblico e privato”. Un modo per rilanciare la città e l’intera isola, tema di cui si è discusso durante il recente convegno “Sardegna tra identità e cultura ” che ha riunito molti esperti del settore. Rilancio che non può prescindere dalla enogastronomia e dalle acque cristalline, così per l’accoppiata vincente si va al Poetto, la spiaggia cittadina, talmente popolata da assumere il nome di  “spiaggia dei centomila”. Dalla torre spagnola in cima, detta ‘del poeta’, deriva forse il nome del litorale lungo otto chilometri, anche se l’ipotesi più verosimile è la derivazione dallo spagnolo puerto (porto). Si può salire sino alla torre seicentesca percorrendo il promontorio da Calamosca, con un percorso di un’ora, bellissimo ancora di più alla sera. Oppure rilassarsi al Lido Cagliari per un aperitivo o cena sul terrazzo con una spettacolare vista al tramonto. Poetto è anche nota per la millenaria attività saliniera di Molentargius, iniziata in epoca romana e interrottasi nel 1985. Se, infine, si vuol vedere da vicino una salina ancora in funzione si raggiunge Assemini, a pochi chilometri fuori dal centro. Qui sui 2700 ettari dello stagno di Santa Gilla si estendono le saline Conti Vecchi, le piu? longeve del territorio. Da quasi 90 anni, uomo e natura lavorano qui in perfetta sinergia grazie alla lungimirante impresa dell’Ing. Conti Vecchi che, alla fine degli anni ’20, realizzo? un’ambiziosa opera per bonificare lo stagno impiantandovi una colossale salina (sono 450 mila le tonnellate di sale prodotte all’anno) e contribuendo cosi? allo sviluppo economico e sociale di questa zona depressa. Oggi il FAI si occupa della valorizzazione di questo patrimonio. Dopo la visita agli uffici tecnici e di direzione di una volta, all’ex falegnameria e al laboratorio chimico, ci si addentra nel cuore della lavorazione del sale a bordo di un trenino. Un itinerario che si snoda tra vasche salanti che cambiano colore ad ogni stagione, bacini evaporanti, praterie di salicornia, candide montagne di sale, oltre 35mila esemplari di uccelli acquatici, fra cui spiccano aironi e, soprattutto, centinaia di fenicotteri rosa che accendono il panorama a contrasto con il blu dell’acqua.

Infine, ed è la novità ferragostana, non si perda l’occasione di ammirare tutta la città e il mare dall’alto di quarantacinque metri. Da pochi giorni, infatti, sul porto – in un’area di circa mille e cento metri quadri, compresa tra il Molo Sanità e la Calata via Roma – è in funzione (fino al prossimo 21 maggio) una ruota panoramica. Le cabine, 36 in tutto, sono dotate di sistema di filodiffusione con audioguida multilingue e sistema di climatizzazione sia per l’estate che per l’inverno. C’è persino una cabina “vip” con salottino e bottiglia di champagne per completare l’incanto.

Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia Romagna Friuli Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Trentino Alto Adige Umbria Valle d’Aosta Veneto Italia Agrigento Alessandria Ancona Aosta Arezzo Ascoli Piceno Asti Avellino Bari Barletta-Andria-Trani Belluno Benevento Bergamo Biella Bologna Bolzano Brescia Brindisi Cagliari Caltanissetta Campobasso Carbonia-Iglesias Caserta Catania Catanzaro Chieti Como Cosenza Cremona Crotone Cuneo Enna Fermo Ferrara Firenze Foggia Forlì-Cesena Frosinone Genova Gorizia Grosseto Imperia Isernia La Spezia L’Aquila Latina Lecce Lecco Livorno Lodi Lucca Macerata Mantova Massa-Carrara Matera Messina Milano Modena Monza e della Brianza Napoli Novara Nuoro Olbia-Tempio Oristano Padova Palermo Parma Pavia Perugia Pesaro e Urbino Pescara Piacenza Pisa Pistoia Pordenone Potenza Prato Ragusa Ravenna Reggio Calabria Reggio Emilia Rieti Rimini Roma Rovigo Salerno Medio Campidano Sassari Savona Siena Siracusa Sondrio Taranto Teramo Terni Torino Ogliastra Trapani Trento Treviso Trieste Udine Varese Venezia Verbano-Cusio-Ossola Vercelli Verona Vibo Valentia Vicenza Viterbo