occhi, mani e volti di chi ha lavorato senza fermarsi mai

Sì ancora un libro: ma sul crollo del Ponte ex Morandi, ora di Genova, non c’è mai un troppo. Tutto ciò che viene raccontato, serve a non far dimenticare una strage, come spesso succede in Italia, annunciata, che ha portato via 43 persone, distruggendo dal dolore altrettante famiglie. 

Un libro dedicato a tutta la città di Genova, omaggio alle donne e agli uomini che hanno lavorato alla dolorosa demolizione del vecchio ponte e alla costruzione del nuovo e rispettoso tributo alle vittime.

Un libro fatto di immagini, dove a parlare fossero gli occhi, le mani, i volti di coloro che tenacemente hanno lavorato senza sosta, proseguendo l’opera, in sicurezza, persino in presenza di una minaccia tanto inattesa quanto temibile. 

LEGGI ANCHE

Ponte Morandi, le immagini del crollo mai viste

Realizzato da Fondazione Ansaldo, dove negli archivi sono custoditi importanti testimonianze dell’impresa straordinaria realizzata in tempi inaspettati, che ha fatto di Genova un modello per l’Italia e dell’Italia nel mondo. 

LEGGI ANCHE

L’arcobaleno su Genova nel giorno dell’inaugurazione del nuovo ponte

«Affacciandoci dalle finestre di Villa Cattaneo dell’Olmo in Val Polcevera – da sempre sede della Fondazione spiegano – abbiamo visto questa impresa compiersi giorno dopo giorno, era impossibile per noi, che siamo da ormai ponte tra due tempi, quello passato e quello futuro, non raccontarlo».

LEGGI ANCHE

Inaugurazione Nuovo Ponte di Genova, i familiari delle vittime non ci saranno

“Genova non è una città in ginocchio” disse nel primo incontro con la stampa, dopo aver organizzato i primi soccorsi, il sindaco Marco Bucci. E in queste parole c’è l’essenza del lavoro fatto da quell’istante in poi. Dopo lo smarrimento per quanto accaduto in quei tragici istanti, e il dolore per le famiglie delle vittime, la reazione è stata immediata.

LEGGI ANCHE

Nuovo ponte di Genova, ci siamo. Ma la concessione riapre una ferita

«Siamo consapevoli – dice il sindaco – dopo quasi due anni di lavoro, che quel ponte – ispirato a un disegno che l’architetto Renzo Piano ha regalato alla città, proprio pochi giorni dopo il 14 di agosto – non è più solo un simbolo per Genova. Ma è diventato qualcosa di più grande. Grazie all’impegno costante dei tecnici e degli operai, è diventato il simbolo di un’ Italia che resiste, che va avanti. La stessa Italia che non si è lasciata abbattere dalla pandemia, che tanto ha segnato le nostre vite».

Oggi, la città guarda già avanti, al dopo-Ponte e al progetto per il parco, firmato dall’architetto Stefano Boeri, che sorgerà proprio sotto il viadotto Polcevera. E che rappresenterà un’occasione di recupero e di rilancio di un intero quartiere della città. Ma sarà anche  il punto del ricordo, con il memoriale dedicato alle 43 vittime di ponte Morandi. Perché quello che è accaduto non debba più succedere. Mai più. 

Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia Romagna Friuli Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Trentino Alto Adige Umbria Valle d’Aosta Veneto Italia Agrigento Alessandria Ancona Aosta Arezzo Ascoli Piceno Asti Avellino Bari Barletta-Andria-Trani Belluno Benevento Bergamo Biella Bologna Bolzano Brescia Brindisi Cagliari Caltanissetta Campobasso Carbonia-Iglesias Caserta Catania Catanzaro Chieti Como Cosenza Cremona Crotone Cuneo Enna Fermo Ferrara Firenze Foggia Forlì-Cesena Frosinone Genova Gorizia Grosseto Imperia Isernia La Spezia L’Aquila Latina Lecce Lecco Livorno Lodi Lucca Macerata Mantova Massa-Carrara Matera Messina Milano Modena Monza e della Brianza Napoli Novara Nuoro Olbia-Tempio Oristano Padova Palermo Parma Pavia Perugia Pesaro e Urbino Pescara Piacenza Pisa Pistoia Pordenone Potenza Prato Ragusa Ravenna Reggio Calabria Reggio Emilia Rieti Rimini Roma Rovigo Salerno Medio Campidano Sassari Savona Siena Siracusa Sondrio Taranto Teramo Terni Torino Ogliastra Trapani Trento Treviso Trieste Udine Varese Venezia Verbano-Cusio-Ossola Vercelli Verona Vibo Valentia Vicenza Viterbo