“Navalnyj è stato avvelenato”: in coma l’oppositore russo di Putin. I medici: “Lottiamo per salvarlo”

MOSCA – Il leader dell’opposizione russa Aleksej Navalnyj è stato ricoverato in ospedale in Siberia per i sintomi di quello che la sua portavoce ha definito avvelenamento.

Navalnyj era in aereo verso Mosca, di ritorno dalla città siberiana di Omsk, quando si è sentito male: il volo ha effettuato un atterraggio di emergenza. “È in coma e in condizioni gravi. I risultati delle analisi ancora non ci sono”, ha scritto su Twitter la portavoce Kira Yarmish. Navalnyj, 44 anni, è in terapia intensiva. Stanotte sarà trasportato in eliambulanza all’ospedale Charite di Berlino.

Lo ha annunciato la fondazione tedesca ‘Cinema for Peace’, che già due anni fa portò a Berlino per sottoporlo a cure un attivista russo che era stato avvelenato. Secondo la fondazione, un’eliambulanza partirà a mezzanotte in direzione Russia con a bordo “attrezzature mediche e specialisti”.

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Avvelenato col tè

“Partiamo dal presupposto che Aleksej sia stato avvelenato con qualcosa mescolato con il suo tè. Questa è l’unica cosa che ha bevuto questa mattina. La reazione evasiva dei medici conferma solo che si tratta di avvelenamento. Solo due ore fa erano pronti a condividere qualsiasi informazione, e ora stanno chiaramente giocando per il tempo e non dicono quello che sanno”, ha detto sui social media la portavoce.

“I medici lottano per salvargli la vita”, si è limitato a dire il vicedirettore dell’ospedale di Omsk. Un funzionario del ministero della Salute ha spiegato che il 44enne è in pericolo di vita, ma le sue condizioni sono al momento “stabili”. La moglie Julija nel frattempo è stata autorizzata a visitare il marito.

This photo reportedly shows @navalny on a bus at Tomsk airport, shortly after he drank tea in the terminal and shortly before he began howling in pain after takeoff and needed emergency hospitalisation. He’s now in a coma strapped to a ventilator. Source: https://t.co/YHwlAQBzEt pic.twitter.com/nLg7lTedI2

— Matthew Luxmoore (@mjluxmoore) August 20, 2020
Navalnyj, avvocato e attivista anti-corruzione, ha scontato diversi periodi di carcere negli ultimi anni per aver organizzato proteste anti-Cremlino. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che la sua detenzione nel 2012 e nel 2014 violava i diritti umani, una sentenza che Mosca ha definito discutibile.rep

Intervista

Aleksej Navalnyj: “Putin è un monarca assoluto ma la Ue è sua complice”
dalla nostra corrispondente ROSALBA CASTELLETTI

Macron: “Fare chiarezza”. Merkel: “Sconvolta”

Il presidente francese Emmanuel Macron, al termine di un incontro con la cancelliera Angela Merkel a Bormes-les-Mimosas, si è detto “estremamente preoccupato” per la situazione del dissidente russo. Sul caso, così il capo dell’Eliseo,”deve essere fatta piena luce”.

Angela Merkel, dopo aver affermato che la Germania è disposta “a offrire le cure in un ospedale tedesco”, ha aggiunto di essere “sconvolta” dalla notizia: “Le condizioni di Navalnyj ci preoccupano moltissimo e devono essere assolutamente chiarite” le cause, “su questo insisteremo”.

Stiamo esaminando la vicenda”, ha detto il presidemte Usa Donald Trump.

Tutti gli avvelenamenti, veri o sospetti

Nel 2015, l’attivista e giornalista Vladimir Kara-Murza, collaboratore dell’ex vice premier assassinato Boris Nemtsov, viene ricoverato d’urgenza in condizioni critiche a Mosca e si sospetta subito l’avvelenamento. “Sono un uomo sano di 33 anni”, dichiarerà in seguito, “improvvisamente, tutti i miei organi principali si bloccano nel giro di 24 ore, uno dopo l’altro”.

Nel 2006, in un ospedale di Londra dopo una terribile agonia muore Aleksandr Litvinenko, ex agente dell’Fsb, poi diventato apertamente critico del Cremlino e riparato in Gran Bretagna. Litvinenko si sente male dopo aver bevuto con due connazionali del tè contaminato con il polonio-210, una sostanza radioattiva altamente tossica. Un’indagine britannica stabilisce, quasi dieci anni dopo, la responsablità di Mosca, che ha sempre negato il suo coinvolgimento.

Nel 2004, più o meno con le stesse modalità con cui è accaduto a Navalnyj, si sente male in volo dopo aver bevuto del tè la giornalista d’inchiesta Anna Politkovskaja: volava da Mosca a Rostov-sul-Don per recarsi a Beslan, perché le era stato chiesto di mediare nel sequestro della scuola n 1 da parte di terroristi ceceni. La reporter sarà poi uccisa davanti alla sua abitazione nel 2007.

Il 3 luglio 2003, dopo due settimane di un improvviso e graduale deterioramento delle sue condizioni di salute, muore il parlamentare e giornalista investigativo Jurij Shchekochikhin, che si era occupato a lungo di servizi segreti. I sintomi della sua malattia, per la famiglia, sono quelli dell’avvelenamento e i colleghi del giornale Novaya Gazeta parlano dell’utilizzo di tallio. I medici diagnosticano una non specificata “intossicazione” e le indagini ufficiali stabiliranno “l’assenza di un evento criminale” nella sua morte.

 

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