“Il virus della paura” in un docufilm

covid-19

Firmato dal regista Christian Marazziti è un tributo ai medici e ai professionisti sanitari, oltre che uno strumento formativo in grado di offrire una rielaborazione accurata della tragedia che smonta fake news e teorie antiscientifiche

di Alessandro Galimberti

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Firmato dal regista Christian Marazziti è un tributo ai medici e ai professionisti sanitari, oltre che uno strumento formativo in grado di offrire una rielaborazione accurata della tragedia che smonta fake news e teorie antiscientifiche

2′ di lettura

“Non dimenticare e imparare dagli errori commessi durante la pandemia” è il mantra del docufilm “Covid-19, il virus della paura” firmato dal regista Christian Marazziti e dall’autrice Manuela Jael Procaccia sul sito www.covid-19virusdellapaura.com per i professionisti sanitari.

“Chissà se riusciremo ad imparare qualcosa da tutto questo”. Un paziente attaccato al respiratore muore sotto l’occhio della telecamera, l’immagine scioccante che chiude il trailer del docufilm “Covid-19 – il Virus della Paura”.

Girato poco prima del lockdown da Consulcesi, e con il patrocinio del ministero della Salute, questo video ha tre finalità: è un tributo ai medici eroi e a tutti i professionisti sanitari, ma allo stesso tempo diventa uno strumento formativo e inoltre offre al grande pubblico una rielaborazione accurata della tragedia, smontando fake news e teorie antiscientifiche.

“Covid-19, il virus della paura” oltre a raccontare la pandemia è anche corso di formazione per medici e sanitari.Una versione leggermente adattata al grande pubblico sarà inoltre destinata ai principali festival cinematografici e alle maggiori piattaforme di distribuzione on demand.

La pellicola ripercorre in 80 minuti i momenti principali della pandemia con le sue peculiarità e i risvolti psicosociali: il discorso drammatico del Presidente del Consiglio Conte del 4 marzo, la chiusura delle frontiere, il blocco delle attività produttive, scolastiche e ricreative. Il film (montaggio a cura di Christian Lombardi e musiche di Stefano Switala e Gianluca Pischedda) racconta i sentimenti degli italiani: la paura dell’ignoto che sfocia in comportamenti di discriminazione verso un nemico immaginario. La stessa paura che alimenta ipocondria e psicosi, responsabile del proliferare di bufale e fake news. A questa, si contrappone il polo positivo della conoscenza e del metodo scientifico.

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