Giornate Fai. Da Bergamo alle Langhe, 150 luoghi immersi nella natura da scoprire nel week end

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Dopo l’annullamento, causa coronavirus, delle giornate di Primavera il Fai riapre i suoi tesori verdi il 27 e 28 giugno

di Lui.Ben.

Tra parchi e giardini, le Giornate Fai all’aperto

Dopo l’annullamento, causa coronavirus, delle giornate di Primavera il Fai riapre i suoi tesori verdi il 27 e 28 giugno

2′ di lettura

A Bergamo, una delle città più colpite dal virus, c’è un luogo speciale che il Fai ha recentemente accolto tra i suoi patrimoni che sarà svelato, questo fine settimana, per la prima volta al pubblico. Si tratta dei Giardini di Palazzo Moroni, due ettari di verde che dominano la città alta con i terrazzamenti tipici dei giardini all’italiana, le siepi potate e prati, viti su pergole e alberi da frutto. L’accesso a questa oasi, solo su prenotazione da effettuare online, sarà gratuito il 27 giugno, per il solo personale sanitario, e il 28 giugno, a contributo libero per i cittadini di Bergamo e dall’1 luglio aperto a tutti (previo acquisto del biglietto).

Sono oltre 200 luoghi in più di 150 località, le riserve di bellezza e tranquillità che il Fondo Ambiente Italiano, dopo l’annullamento delle giornate di primavera a causa del lockdown, torna ad aprire agli italiani. Il 27 e il 28 giugno verranno spalancate eccezionalmente porte e cancelli in parchi e giardini storici monumentali, riserve naturali e orti botanici, boschi, foreste e campagne, alberi millenari e piante bizzarre, sentieri immersi nella natura e spazi privati segreti. Un modo per rispettare le misure di sicurezza imposte dal Covid, ma anche per riscoprire una “ cultura della natura ”.

Le tappe verdi per scoprire la natura

Le occasioni per stare all’aria aperta e fare una passeggiata non mancano dunque: si va dal “verde architettato” di Villa Panza a Varese, giardino alla francese con una monumentale carpinata, al “verde violentato” dalla mano dell’uomo con le siepi potate a festone e il grande leccio a ombrello della settecentesca Villa del Balbianello sul Lago di Como. E poi il “verde primigenio” del Giardino Pantesco Donnafugata a Pantelleria (TP) o il “verde eroico” dei pascoli di Monte Fontana Secca a Quero-Vas (BL), che crescono dove non piove mai. E ancora il “verde d’archivio” come il secondo più grande labirinto d’Italia che il Fai ha ricostituito con duemila piante di carpino al Castello di Masino a Caravino (TO). Fino al “verde spirituale” dei sessanta ettari del Bosco di San Francesco ad Assisi (PG), dove Michelangelo Pistoletto ha donato al Fai una speciale versione composta di ulivi del suo Terzo paradiso.

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