Cova, il super ragioniere del mezzofondo italiano: darsi un obiettivo è la regola della vita

«Sì, anche per me è un sacrifico, ma so che è necessario», racconta Cova che, proprio qualche settimana fa, insieme a Dario Ricci ha dato alle stampe un libro (“Con la testa e con il cuore”, Sperling & Kuffler, euro 17,90) in cui, raccontando la sua storia di atleta, spiega anche quanto sia importante darsi degli obiettivi, fare delle scelte.

«Darsi un obiettivo è una regola che vale sempre», spiega Cova. «Vale nello sport ma anche nel lavoro e nella vita di tutti i giorni. Faccio un esempio che si adatta a quanto sta succedendo per il coronavirus. Anche a me queste restrizioni pesano. Anche mentalmente, perchè non posso non pensare al mio lavoro e al futuro incerto che verrà. Però mi adatto a queste regole come facevo quando inseguivo un obiettivo sportivo».

«Un atleta vive di regole che devono essere rispettate. I tempi di allenamento, quelli del riposo e poi della ripresa. E se queste regole che ti sei dato, insieme al tuo allenatore, dopo vedi che hanno dei punti deboli, li correggi in corsa per perfezionarle e raggiungere comunque il traguardo che ti sei prefisso. Anche adesso, su queste regole, posso avere delle riserve, però le rispetto. Se non ha questa forma mentale, un atleta non va da nessuna parte. In qualsiasi sport ».

Ma il talento? Non basta? Lei senza il talento non avrebbe vinto nulla… o no?
«No, il talento non basta. È importante ma, come scriviamo nel libro, senza talento non vinci, ma con il solo talento non vinci ugualmente. Senza quelle regole che mi ha dato il mio allenatore, Giorgio Rondelli, che mi sono dato io e che prima mi hanno dato i miei genitori, brianzoli cresciuti con fatica e sacrifici negli anni del dopoguerra, io non sarei arrivato né ad Atene, né a Helsinki né a Los Angeles».

«Ci vuole una forte educazione al lavoro», prosegue Cova. «Non c’è mai stato un momento in cui mi sia detto che quel giorno non volevo allenarmi, che preferivo starmene a casa o uscire con un amico a bere una birra. Ci deve essere spazio anche per una pausa, ma quando hai superato l’obiettivo. Anche adesso, in questo scenario così cupo, bisogna superare l’obiettivo. Poi ci sarà tempo per altre cose, ma adesso no».

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