Accesso al credito immediato agli associati con l’accordo Consorzio del Barolo e Intesa

FINANZIAMENTI PER LA RIPARTENZA

A disposizione delle aziende in crisi ci saranno finanziamenti dedicati per l’acquisto di terreni, i reimpianti di vigneti, il ciclo d’invecchiamento del vino

di L.Ben.

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A disposizione delle aziende in crisi ci saranno finanziamenti dedicati per l’acquisto di terreni, i reimpianti di vigneti, il ciclo d’invecchiamento del vino

2′ di lettura

Il blocco dei canali commerciali soprattutto bar e ristoranti durante il lockdown ha creato non pochi problemi di liquidità ai produttori di vino di qualità. In soccorso agli imprenditori sono scese in campo le banche. Dopo la linea di credito da 1 milione di euro concessa da Banco Bpm all’azienda Castiglion del Bosco di Montalcino, e l’intesa tra il Consorzio di tutela del Chianti Classico Docg e Mps, ora è Intesa Sanpaolo che supporta il Consorzio di tutela Barolo e Barbaresco Alba Langhe e Dogliani nella fase più critica. Secondo l’accordo, appena siglato, Intesa aprirà la strada all’accesso immediato al credito dei 500 associati.

Finanziamento delle scorte per i vini da invecchiamento

A disposizione delle aziende e agevolare la ripartenza ci saranno finanziamenti dedicati per l’acquisto di terreni, i reimpianti di vigneti, il ciclo d’invecchiamento del vino e per gli investimenti anche sul fronte dell’e-commerce. “Siamo molto soddisfatti dell’accordo – riferisce il presidente del Consorzio Matteo Ascheri – perché mette a disposizione delle cantine provvedimenti importanti per superare un momento complicato. Particolarmente interessante il finanziamento delle scorte di magazzino, misura pensata proprio per i grandi vini da invecchiamento come Barolo e Barbaresco”.

I numeri della crisi

Uno studio di settore della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo evidenzia come la regione Piemonte, seconda esportatrice di vini dopo il Veneto, sia riuscita a mantenere le esportazioni in territorio positivo nel primo trimestre 2020 (+1,4% per il Piemonte; +5,2% per il solo distretto delle Langhe, Roero e Monferrato).Dati meno rosei sono attesi per il secondo trimestre dell’anno. Ad aprile il fatturato del settore bevande in Italia è sceso del 30%. Più penalizzate le imprese non votate all’export, soprattutto quelle legate al canale Horeca, che intermedia circa il 42% del vino destinato ai consumatori finali; il Covid-19 ha impattato meno sulla GDO, che ne intermedia circa il 37%; mentre le cantine esportatrici hanno subito l’effetto delle chiusure imposte dall’emergenza sanitaria.

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