Un bambino su tre esposto a contaminazione da piombo

I bambini e gli adolescenti di tutto il mondo sono sottoposti a un lento e silenzioso avvelenamento da piombo, su una scala che nessuno immaginava: uno su tre entro i 19 anni di età – 800 milioni di ragazzi – ha nel sangue livelli di piombo superiori ai 5 microgrammi per decilitro, un livello per il quale, di norma, si richiederebbe un intervento medico. Lo denuncia un rapporto – The toxic truth, la tossica verità – prodotto dall’UNICEF insieme all’organizzazione no-profit Pure Earth, che si occupa di vigilare sull’inquinamento nei Paesi in via di sviluppo. Proprio nelle aree più povere del mondo questa silenziosa epidemia dilaga, con conseguenze preoccupanti per il futuro dell’umanità.

 

Gli effetti su salute e tenuta sociale. L’esposizione al piombo durante l’infanzia è legata all’insorgere di problemi cognitivi di lunga durata, come disturbi dell’attenzione, riduzione del quoziente intellettivo e sviluppo di comportamenti violenti e aggressivi. Questo contaminante è ancora più pericoloso nei bambini sotto i 5 anni di età, perché il loro organismo assorbe i metalli inquinanti con maggiore efficienza, e le conseguenze sul neurosviluppo sono più durature.

 

Un terzo delle nuove generazioni di tutto il mondo potrebbe perdere opportunità di istruzione e apprendimento a causa dell’inquinamento da piombo, abbandonando così la possibilità di un lavoro dignitoso e di migliori condizioni economiche. Secondo il rapporto, la contaminazione da piombo potrebbe portare, nel corso della vita delle persone che ne sono affette, alla perdita di un trilione (un miliardo di miliardi) di dollari di guadagno nei Paesi a medio e basso reddito di Africa, Asia, America Latina e Caraibi dove questo problema è più diffuso.

 

L’aspetto economico è di certo secondario rispetto alle più urgenti ripercussioni sulla salute, ma rende l’idea degli effetti duraturi dell’inquinamento da piombo sul nostro futuro. Per Richard Fuller, presidente di Pure Earth e coautore del lavoro, il piombo potrebbe inoltre avere un ruolo nella creazione delle situazioni di instabilità e violenza che esplodono nei Paesi più poveri del mondo.

Inquinamento da piombo: l’uomo è l’unico responsabile

Da dove arriva? Gli autori hanno basato le loro conclusioni su analisi statistiche compilate da varie agenzie delle Nazioni Unite, inclusa l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nonché da diverse Università e organizzazioni no-profit. Se nei Paesi industrializzati la contaminazione da piombo si è nettamente ridotta, da quando questa sostanza è stata eliminata dalla benzina e dalle vernici, in Asia, Africa, America Latina, Paesi Caraibici ed Est Europa persiste a livelli allarmanti.

 

La principale attività responsabile dell’avvelenamento da piombo è il riciclo delle batterie piombo-acido, cioè degli accumulatori, di auto e furgoni per soddisfare la crescente domanda di veicoli da trasporto. Nei Paesi a basso reddito questa forma di riciclo è spesso praticata in siti illegali all’aria aperta, con i fumi del piombo che contaminano aria, suolo e acqua: molte famiglie la considerano una fonte di sostentamento, ignare dei rischi che corrono i loro figli. Altri importanti fonti di contaminazione da piombo sono le attività estrattive e le vecchie tubature dell’acqua, insieme al riciclo non corretto e all’incenerimento dei nostri rifiuti elettronici, che spesso finiscono la loro vita utile nei Paesi più poveri del mondo.

 

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