Francoforte, aeroporto: cane addestrato annusa e scova 250 mila euro nelle borse dei turisti

“Pecunia non olet”, si dice che lo abbia detto Vespasiano quando reintrodusse una tassa sulle escrezioni umane pensata prima di lui da Nerone. In realtà, ci sono “nasi” sufficientemente acuti da poter sondare l’odore dei soldi. Forse non tra gli umani, sicuramente tra i quattro zampe, anche in particolare tra quello che è considerato l’amico numero uno dell’uomo, che negli anni lo ha impiegato in svariati utilizzi.

La notizia arriva da Francoforte, dove la dogana dell’aeroporto da tempo impiega Aki, una femmina di pastore belga Malinois che ora ha 9 anni, negli ordinari controlli dei passeggeri in transito. L’ufficio della frontiera aeroportuale del primo scalo germanico ha infatti raccontato oggi che l’efficientissima dipendente a quattro zampe è stata in grado di sondare e di scovare ben 247.280 euro, in pochi giorni, tra il 26 giugno e il 5 luglio scorsi. Aki, che è addestrata esclusivamente ad annusare denaro, è riuscita a scoprire in un solo colpo 52 mila euro, nascosti in una tasca di una pochette da girovita.
Francoforte, l'impresa di Aki: all'aeroporto il cane della dogana annusa e scova 250 mila euro nelle borse dei turisti

Aki in pattugliamento nello scalo tedesco

I “sospettati” – l’ufficio della dogana non precisa in base a quali elementi – circa una dozzina, si sono visti scoprire il denaro contante in bagali a mano, borse a tracolla e persino in tasche interne dove avevano pensato di nasconderlo. In Germania, come in Italia, la legge obbliga a dichiarare qualunque somma in denaro liquido eccedente i 10mila euro venga trasferita, anche temporaneamente, fuori dall’Unione Europea, senza produrre una dichiarazione. Pena, una multa.

L’entità della cifra colpisce. La polizia doganale tedesca è la prima a riconoscere che l’addetta a quattro zampe, benché ottimamente addestrata, non sia proprio avvezza a imprese di tale portata. Chissà se la voglia di evasione da fase 2-fase 3 abbia contribuito ad innescare un desiderio di libertà e di consumo. Perché resta difficile pensare che si trattasse di evasione fiscale, di volontà di trasferire capitali all’estero. Quale che fosse l’intento, non avevano fatto i conti con Aki.
Francoforte, l'impresa di Aki: all'aeroporto il cane della dogana annusa e scova 250 mila euro nelle borse dei turisti

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