Tra Piemonte, Lombardia e Trentino, la montagna dei parchi e della lentezza

È confermato,  in quest’insolita estate ancora alle prese con il coronavirus la montagna è la meta che gli italiani ritengono più sicura. Meglio comunque evitare le mete più conosciute – e care – per andare alla ri-scoperta delle località fino a ieri ritenute ingiustamente “minori” e oggi apprezzate per la tranquillità e gli ampi spazi a disposizione dei turisti. Luoghi come la piemontese Oasi Zegna, un grande parco naturale ad accesso libero esteso per circa 100 Kmq nel biellese, piantumato a faggete per 700 ettari, ad abetine per 300 ettari e a boschi misti per 400 ettari, in via di certificazione di gestione forestale responsabile FSC™ (Forest Stewardship Council). Raggiungibile da Trivero percorrendo la spettacolare Panoramica Zegna, l’oasi offre l’opportunità di cimentarsi in attività all’aria aperta adatte a tutti  gusti. I salutisti  possono  percorrere il sentiero che attraversa il Bosco del Sorriso, un cammino esperienziale tra abeti, faggi e betulle  avvolto da odori e suoni della natura, progettato per aiutare a ritrovare armonia e benessere interiore grazie alla relazione elettromagnetica che si crea tra biosfera locale, uomo e piante.  Altri sentieri sono dedicati al  forest bathing, dove è stato dimostrata l’elevata capacità di rilascio di sostanze volatili, i monoterpeni, efficaci nello stimolare positivamente le difese immunitarie.  

Le famiglie con bambini si divertono nel Bosco Avventura di Bielmonte,  un percorso sospeso gratuito con ponti mobili e reti da scalare tra gli alberi, o partono alla scoperta dei resti degli antichi impianti minerari. Gli gli amanti della velocità possono provare il Rolba Run, una pista di bob su rotelle che parte dal Monte Marca e scende, lungo un pendio di 640 metri con curve paraboliche, fino a Bielmonte. Tante le possibilità di alloggio, da piccoli e rilassanti hotel di montagna agli agriturismi in mezzo alla natura. Restando in Piemonte e amando la natura più selvaggia si può fare rotta verso il Parco della Val Grande, l’area wilderness più vasta delle Alpi. Situato tra Lago Maggiore e Val d’Ossola, il parco è un vero e proprio paradiso naturale fatto di armonia, equilibri naturali e silenzi incontrastati. Fino a metà settembre l’ente gestore ha in programma decine di appuntamenti in cui grandi e piccini, in compagnia di una Guida Ufficiale del Parco, possono scoprire la cultura, la flora, la fauna e la geologia del suo territorio. Occasioni per scoprire le meraviglie nascoste della Val Grande, dai piccoli borghi alpini ai percorsi di valorizzazione di simboli, parole e storie di uomini e donne della valle. Quattro i centri visita dove trovare informazioni sulle escursioni possibili, si trovano a Premosello Chiovenda, Buttogno, Cicogna e Intragna, in provincia di Verbania-Cusio-Ossola.  

Tra Piemonte, Lombardia e Trentino, la montagna dei parchi e della lentezza

Val di Mello. Lombardia

Varcando i confini della Lombardia ecco la Val Masino, un’isola di granito nel cuore delle Alpi, circondata da quelle cime dove  Walter Bonatti si è “laureato” da alpinista. Molto più tranquilla e frequentata della vicina Valtellina, la valle – da sempre palestra di roccia per arditi scalatori – incanta il visitatore con gli scenari incontaminati custoditi nel tempo da fiabeschi personaggi che ne animano miti e leggende locali. Rilassanti passeggiata all’ombra di vette, quasi tutte sopra i 3.000 metri di altezza, portano a  laghetti, cascate e corsi d’acqua – dove è possibile praticare anche il “rivere trekking” -, verdi boschi con  altissimi abeti e grandi faggi secolari, rifugi alpini, antiche terme, alpeggi  e spettacolari rocce dove i più esperti possono praticare il sassismo. Da non perdere la passeggiata in Val di Mello, il fiore all’occhiello della vallata, che porta in un paio di ore all’Alpe Pioda. 

Superando il Passo del Tonale, che separa la Lombardia dal Trentino, si giunge in Val di Sole, dove il distanziamento è naturale grazie ad ampi spazi, aria pura e corsi d’acqua cristallini trasformati in tempi non sospetti in elementi per assicurare uno sviluppo sostenibile alle comunità locali. Luoghi dall’anima  ascetica e rilassante, ricchi di storie, cultura e tradizioni e di proposte di  itinerari da trekking revisionati proprio per assicurare di essere perfettamente in linea con le prescrizioni “anti-Covid”. Un piccolo paradiso anche per i cicloturisti che qui trovano piste ciclabili, ciclovie, bike park, sentieri per mountain bike, downhill, una rete di negozi-officine e servizi di mobilita? collettiva. E se muoversi fa venire fame ecco  le malghe dove giovani casari producono eccellenze gastronomiche, da assaggiare accompagnandole con i semplici piatti della cucina di montagna. Le terme di Rabbi, paradisiaca valle laterale della Val di Sole, nel Parco Nazionale dello Stelvio, si preoccupano anche dell’iperdigitalizzazione prodotta dal lungo lockdown proponendo agli ospiti una serie di attività  “Digital detox”. Come il  percorso immersi nel bosco per praticare la “park therapy” fisica e mentale in un parco sonoro, dedicato all’ascolto del silenzio e dell’Io interiore con sosta in sette postazioni che richiamano i 7 Chakra delle filosofie orientali. Dopo avere preso in custodia il cellulare- severamente proibito durante l’attività – il personale delle Terme consegnerà agli ospiti uno zaino  con dentro merende biologiche e libri a sorpresa. Uno scambio decisamente favorevole per il visitatore.