La Borsa di oggi, 18 agosto. I listini Ue tornano deboli con Wall Street, euro al top da due anni

MILANO – Le Borse Ue tornano chiudono deboli, risentendo del dietrofront di Wall Street che inizialmente aveva sostenuto le quotazioni nel Vecchio continente. Molti gli elementi di incertezza sullo scacchiere globale. A cominciare dalla situazione dei contagi da Coronavirus, ma anche per quel che riguarda la disputa commerciale Usa-Cina che ha visto aprirsi un nuovo capitolo con l’inasprimento delle sanzioni di Donald Trump verso Huawei.

Londra segna un calo dello 0,9%, Francoforte cede lo 0,4% e Parigi lo 0,8 per cento. Anche Milano torna in negativo, come in apertura, e cede alla fine lo 0,52 per cento. Wall Street, dopo la partenza positiva a livelli record intraday per lo S&P500, inverte rotta: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones perde lo 0,3%, lo S&P500 scivola frazionalmente e il Nasdaq resta in positivo dello 0,4%. 

Chiusura in ribasso, in mattinata, per la Borsa giapponese. A Tokyo il Nikkei 225 ha ceduto lo 0,2% a 23.051 punti, pagando anche l’incertezza legata alla mancata condivisione del pacchetto di stimoli per l’economia Usa tra Democratici e Repubblicani.

Con l’agenda macroeconomica scarica, l’euro torna a rafforzarsi: punta deciso su quota 1,20 dollari e chiude al top dal maggio 2018. La moneta europea passa di mano a 1,1939 dollari, dopo essere salito al massimo da oltre due anni a 1,1966 dollari. Il dollar index, che misura la forza della principale moneta al mondo contro un paniere di valute, è ai minimi da un paio d’anni proprio, dicono gli analisti, per l’incertezza sulla ripartenza economica americana aggravata dal braccio di ferro con Pechino. 

Giornata poco mossa per lo spread tra il Btp italiano a 10 anni e il corrispondente Bund tedesco: si mantiene in area 140 punti base.

Il petrolio Wti gira in calo a 42 dollari dopo l’aumento della produzione dei Paesi dell’Opec e con il ritorno dei contagi da coronavirus. In tutto questo, torna a salire il prezzo dell’oro: complice il movimento al ribasso del dollaro, il metallo prezioso rivede la soglia dei 2 mila dollari per oncia, con un apprezzamento nell’ordine dello 0,7% in mattinata. Relazione negativa con il biglietto verde confermata anche per i Treasury, che sono in avanzamento.

Tra i pochi dati da segnalare, spicca il contraccolpo del Covid sull’occupazione tedesca. Nel secondo trimestre del 2020, circa 44,7 milioni di persone avevano un impiego in Germania. Secondo i calcoli provvisori dell’Ufficio federale di statistica Destatis, il numero di persone occupate è diminuito di 618.000 unità, ovvero dell’1,4%, in termini destagionalizzati rispetto al primo trimestre del 2020. Si è trattato del maggior calo dai tempi della riunificazione.