Incendio alla cattedrale di Nantes, fermato un sospetto: indagini in corso

NANTES – È stato fermato un uomo del Ruanda a Nantes dopo l’incendio che ieri ha danneggiato il cuore della Cathédrale Saint-Pierre-et-Saint-Paul. Le ragioni del suo arresto sono attualmente sconosciute. Tuttavia, secondo Rtl, si tratta di un rifugiato che lavora per la diocesi, che ha espresso così la sua rabbia per il visto scaduto. 

Emmanuel, un ruandese a rischio di espulsione che faceva il sacrestano, serviva la messa, puliva, sorvegliava e, la sera prima dell’incendio, ha chiuso tutto lui prima di andare via. Fermato questa mattina, il ruandese ha fornito spiegazioni che non hanno convinto gli inquirenti. Tanto che in serata lo stato di fermo è stato prolungato. Ci sono incongruenze e buchi neri nella sua ricostruzione. Ma sono state le parole del suo avvocato, Quentin Chabert, a lasciare definitivamente perplessi: “Al momento nulla accusa il mio cliente – ha detto il legale – ma nel caso i motivi dell’incendio non si rivelassero accidentali, la comunità cattolica è la migliore per poter usare misericordia. Tanto più se l’autore o gli autori fanno parte della sua comunità”. E ancora: “Bisogna poi tenere presente che non ci sono stati morti né feriti”.

Il parroco della cattedrale, padre Hubert Champenois, ha difeso così il ruandese: “Lo conosco da 4 o 5 anni. Fiducia? Ne ho pienamente in lui come negli altri sei collaboratori che sono con noi. C’è andato di mezzo lui perché era lui a dover chiudere la cattedrale”. Alcune testimonianze rese agli inquirenti da chi frequentava Emmanuel hanno però allertato gli inquirenti. Sembra che il ruandese negli ultimi giorni fosse passato dalla preoccupazione per il documento di soggiorno che non riusciva a far rinnovare in Prefettura ad una sorta di rabbia furiosa. Uno stato d’animo che potrebbe averlo spinto a un gesto inconsulto.

Secondo fonti vicine all’inchiesta, l’uomo avrebbe ricevuto proprio qualche giorno fa un’ingiunzione di abbandonare immediatamente il territorio francese. Non aveva lavoro e risiedeva in un alloggio sociale.

Il procuratore della Repubblica, Pierre Sennès, è prudente: “Bisogna esserlo sulle interpretazioni di questo fermo, si tratta di una procedura normale”. Per Sennès, gli inquirenti seguono anche, con l’aiuto di un’equipe di esperti arrivata da Parigi, la pista del corto circuito.

“In questa fase, si tratta ancora di verifiche”, ha assicurato il pubblico ministero di Nantes, Pierre Sennès. “Dobbiamo rimanere cauti, si tratta di una procedura normale”, ha sottolineato il magistrato.


Esteri

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La situazione era apparsa poco chiara già poco dopo l’intervento dei vigili del fuoco della Loira Atlantica. All’interno avevano rilevato tre focolai diversi. Le fiamme divampate sono riuscite a distruggere il grande organo centrale della cattedrale gotica.

Il direttore del servizio dipartimentale antincendio e di salvataggi